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«La Costituzione», ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo augurio ai concittadini e agli ospiti che professano la fede islamica in Italia in occasione della fine del Ramandan, «ci ricorda che tutte le confessioni religiose sono libere davanti alla legge, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. La libertà religiosa è uno dei fondamenti della convivenza, riconosciuta dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite. La promozione del mutuo rispetto tra fedi e culture, elemento della coesione sociale della nostra comunità, sollecita l’esercizio di una responsabilità condivisa per il bene comune. Quest’anno il Ramadan è tristemente coinciso con un periodo denso di preoccupazioni per le sofferenze e i lutti che affliggono civili innocenti in diverse parti del mondo, compreso il Medio Oriente. Il messaggio delle religioni per la pace è senza confini e ad esso dobbiamo fare riferimento, specie nell’accompagnamento dei giovani all’educazione alla reciproca comprensione. Alle donne e agli uomini che in Italia professano la fede islamica, rinnovo gli auguri per un felice e sereno Eid al Fitr».
La dichiarazione del Presidente, segue di poche ora l’annuncio del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sull’intenzione di mettere mano ai margini del calendario scolastico: «Nel corso del Consiglio dei Ministri (del 9 aprile 2024 ndr.) è stato sollevato il tema della chiusura delle scuole per festività non riconosciute dallo Stato. Il ministero è al lavoro per una norma di buonsenso che regolamenti una situazione che rischia di creare conflittualità e caos». Di più, al momento, non si sa.
È ancora molto vicina l’eco del caso della scuola di Pioltello, finita al centro di un caso politico, per aver deciso di collocare uno dei giorni di chiusura della scuola che le scuole possono decidere in autonomia proprio in occasione della fine del Ramadan in ragione della massiccia presenza (40%) di alunni di fede musulmana. Il presidente della Repubblica era intervenuto indirettamente sul caso già nei giorni scorsi, nel pieno delle polemiche, rispondendo a una lettera della vicepreside dell’istituto di Pioltello intitolato Iqbal Masih bambino operaio pakistano ucciso a 12 anni e diventato un simbolo dello sfruttamento minorile nel lavoro.
«Ho ricevuto e letto con attenzione la sua lettera», aveva scritto il presidente a Maria Rendani, nominata Cavaliere due anni fa per l’impegno durante il Covid, «e, nel ringraziarla, desidero dirle che l’ho molto apprezzata, così come — al di là del singolo episodio, in realtà di modesto rilievo — apprezzo il lavoro che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono nell’adempimento di un compito prezioso e particolarmente impegnativo».





