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venerdì 19 aprile 2024
 
migranti
 

La strage dei bambini nel Mediterraneo

15/07/2023  La denuncia dell’Unicef: 289 minori sono morti o scomparsi quest’anno nel tentativo di raggiungere l’Europa a bordo dei barconi. Sulla rotta del Mediterraneo centrale gli arrivi sono aumentati del 140 per cento rispetto al 2022. La direttrice generale dell'Unicef Catherine Russell: «Bisogna fare di più per creare percorsi sicuri e legali per l'accesso dei bambini al diritto d'asilo, rafforzando al contempo le azioni per salvare vite in mare»

Duecentottantanove. In appena sei mesi tanti sono i bambini morti o scomparsi nelle acque del Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere l'Europa a bordo di quei barchini stracarichi che ogni giorno solcano il mare sperando di raggiungere il tanto sperato porto sicuro.

I dati diffusi dall'Unicef sono impietosi e parlano di circa undici bimbi morti o scomparsi ogni settimana. L’ultimo caso giovedì quando una donna è stata fatta scendere a Reggio Calabria dalla nave Dattilo della Guardia costiera italiana, che nella notte aveva soccorso un gruppo di 50 migranti, con in braccio il corpo del suo bambino. La donna piangeva e urlava disperata, insieme ad altre due compagne, anche loro in lacrime, distrutte da quel viaggio tremendo nel quale sono morti anche altri passeggeri. Il bambino era di origine subsahariana e, probabilmente, di nazionalità nigeriana. Per la mamma, sotto choc, la Prefettura di Reggio Calabria ha immediatamente disposto l'assistenza psicologica. La notizia della presenza del cadavere del bambino, circolata poco dopo l'attracco della Dattilo al molo di ponente del porto reggino, si è diffusa subito, provocando costernazione e sgomento tra i volontari e le forze dell'ordine che si occupano del dispositivo di accoglienza. Si sospetta che i bimbi morti fossero probabilmente 3. «I bimbi morti sono probabilmente tre, non è ancora chiaro.... queste donne sono ancora tutte sotto choc», ha detto una volontaria.

La rotta più «letale» resta quella del Mediterraneo Centrale, come conferma anche Frontex che ha registrato nei primi sei mesi del 2023 un aumento degli arrivi del 140% rispetto all'anno scorso. Intanto a Lampedusa continuano senza sosta gli sbarchi dei migranti, con l'hotspot ormai costantemente oltre i mille ospiti.

E mentre l'Ue si appresta a firmare l'intesa con la Tunisia in vista di un patto europeo, bisogna ora fare i conti con la strage dei bambini nelle acque del Mediterraneo. «Nel tentativo di trovare sicurezza, ricongiungersi con la famiglia e cercare un futuro più speranzoso, troppi bimbi si imbarcano sulle coste del Mediterraneo, perdendo la vita o risultando dispersi durante il viaggio», ha detto la direttrice generale dell'Unicef Catherine Russell. «Questo - ha ribadito - è un chiaro segnale che bisogna fare di più per creare percorsi sicuri e legali per l'accesso dei bambini al diritto d'asilo, rafforzando al contempo le azioni per salvare vite in mare. In definitiva, bisogna fare molto di più per affrontare le cause alla radice che portano in primo luogo i bambini a rischiare la vita».

L'organizzazione stima che 11.600 bimbi - una media di 428 bambini a settimana - sono arrivati sulle coste dell'Italia dal Nord Africa da gennaio. Questo dato rappresenta un aumento di due volte rispetto allo stesso periodo nel 2022, nonostante i gravi rischi che corrono i bambini. La maggior parte di loro parte dalla Libia e dalla Tunisia, dopo aver già affrontato viaggi pericolosi da Paesi dell'Africa e del Medio Oriente. E proprio a largo di Sfax, in Tunisia, giovedì la Guardia Costiera locale ha recuperato 13 corpi nel salvataggio di un barchino con circa 40 persone a bordo.

Il Mediterraneo Centrale resta dunque la rotta preferita dai migranti per raggiungere l'Europa, come ha confermato Frontex. «Gli arrivi su tutte le altre rotte migratorie hanno registrato un calo rispetto all'anno precedente, che va dal -6% sul Mediterraneo occidentale al -34% sulla rotta del Mediterraneo orientale - spiega il bollettino -. Dopo un calo a maggio, causato da lunghi periodi di cattive condizioni meteorologiche, i contrabbandieri hanno intensificato le loro attività, provocando un aumento dell'85% degli arrivi nel Mediterraneo centrale a giugno. Purtroppo le traversate in mare rimangono estremamente pericolose. Secondo i dati dell'Oim, solo a giugno quasi 1.900 persone sono scomparse nel Mediterraneo, la maggior parte sulla rotta del Mediterraneo centrale».

Sul fronte italiano, venerdì c’è stata nuova ondata di arrivi a Lampedusa, per il terzo giorno consecutivo, con l'hotspot che - nonostante i trasferimenti - ospita oltre 1.300 persone. Duecentoquaranta sono stati registrati solo nella notte, mentre in giornata altri barchini hanno raggiunto la cosa con circa 50 persone. E c'è da registrare un elemento che se dovesse ripetersi potrebbe rendere ancora più a rischio le traversate: di 5 barche soccorse, soltanto una di 7 metri, in ferro, aveva il motore.

Non è chiaro ancora il perché, ma i migranti verranno sentiti dalla Polizia per capire se i motori siano stati persi durante il viaggio o se invece, come è già accaduto in passato, siano stati rubati da equipaggi di pescherecci che affiancano le carrette e smontano i propulsori, lasciando le barche cariche di migranti alla deriva.

 
 
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