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mercoledì 17 agosto 2022
 
Riconciliazione
 

Mons. Zuppi: «Perdonare non è abbandonare la giustizia, ma una forza in più»

20/09/2018  Nella cittadina piemontese di Boves, in provincia di Cuneo, tristemente nota come il primo paese italiano ad essere incendiato a pochi giorni dall'armistizio e teatro del martirio di due sacerdoti per mano dei nazisti, prendono vita i "Cantieri di riconciliazione".

“La riconciliazione non è abbandonare la giustizia, ma è una forza ulteriore della giustizia”, sono parole di mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Le ha pronunciate a Boves, cittadina alle porte di Cuneo, dove martedì sera ha inaugurato i “Cantieri di Riconciliazione”. Un mini-expo (19-23 settembre) con tante mostre, video, incontri,  su storie, ecclesiali e civili, vissute durante la seconda guerra mondiale. Esperienze che in comune  hanno il desiderio di percorrere strade di riconciliazione per contribuire a realizzare un futuro di pace. L’evento è  promosso dall’associazione “don Bernardi e don Ghibaudo” per celebrare il 75°anniversario dall’eccidio nazista.  Boves ha il triste primato per essere stato il primo paese italiano  ad essere incendiato  a pochi giorni dall’armistizio dell’8 settembre 1943.

La domenica mattina, 19 settembre, due soldati tedeschi vengono fatti prigionieri dai partigiani. Il maggiore Peiper, capo delle SS, coinvolge il parroco don Giuseppe Bernardi e l’imprenditore Antonio Vassallo in una trattativa per ottenerne la liberazione, anche se  la mediazione va a buon fine  i tedeschi mettono comunque  in atto una rappresaglia: il paese viene incendiato, don Bernardi e Vassallo sono trucidati. La giornata si chiude con un bilancio di sangue 23 morti e 350 case incendiate, tra di loro anche il  giovane viceparroco, don Mario Ghibaudo, ucciso mentre benedice un uomo ucciso davanti ai suoi occhi dai nazisti. Per i due sacerdoti è in corso la causa di beatificazione. La loro testimonianza di martirio ha lasciato un segno indelebile nella comunità.

Da molto tempo la comunità di Boves celebra questo tragico anniversario, quest’anno ha scelto di mettere al centro la parola “riconciliazione”.  E’ in questo contesto che è intervenuto l’Arcivescovo di Bologna, ricollegandosi anche   alla strage di Marzabotto, una  delle mostre  racconta la storia dei preti e  la chiesa di Bologna ha voluto valorizzare questa memoria affidando ad una comunità di monaci il compito di una presenza di preghiera, silenzio e riflessione. 

Le esposizioni, come gli incontri, (il programma completo è scaricabile su www.donbernardiedonghibaudo.it) presentano alcuni filoni, dal percorso di riconciliazione che ha avviato Boves con Schondorf, la cittadina bavarese dove è sepolto Peiper, documentato attraverso pannelli e testimonianze,  a quello dedicato ai martiri della seconda guerra mondiale (da Girotti ai al martirio del beato Rolando Rivi), all’esperienza odierna dei monaci di Montesole. Per la prima volta a Boves si rivivrà il  dramma dell’Istria attraverso immagini e racconti dei testimoni con l’intervento dell’inviata di Avvenire Lucia Bellaspiga ( giovedì 20 settembre, Teatro Borelli, ore 20.45).  Boves  in questi giorni offre una sosta per confrontarsi con il martirio,  inteso come il martire che  offre la sua vita come atto d’amore  e capace di generare nuova vita; con la memoria rispettosa della voce dei protagonisti e poi con l’educazione.  Un passaggio obbligato è la scuola di pace, coordinata da Enrica Giordano, fondata 35 anni fa, prima esperienza di questo tipo in Italia.  

“Riconciliazione è la parola  - commenta don  Bruno Mondino, parroco di san Bartolomeo a Boves  -  che per noi è stata come  una luce. Nei mesi in cui muovevamo i primi passi della nostra associazione “don Bernardi e don Ghibaudo”, una decina di anni fa,   raccogliendo le testimonianze delle persone che avevano conosciuto i due don, papa Benedetto affermava che  “Il sangue dei martiri non invoca vendetta, ma riconcilia”“.

Attraverso le varie proposte i promotori cercano di lasciar trasparire la ricchezza, la bellezza e l’attualità di questa parola.  E con la camminata di domenica 23 settembre verrà offerto il percorso di conoscenza della “Laudato sì” per vivere la riconciliazione con il creato.

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I martiri di Boves: una storia da non dimenticare
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