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giovedì 27 gennaio 2022
 
 

“Noi Expo”, uno sguardo oltre le polemiche

14/05/2015  Esce il primo numero del mensile ufficiale della Chiesa all'Esposizione universale di Milano che sarà distribuito gratuitamente in 500mila copie ed è nato dalla collaborazione tra "Avvenire" e "Famiglia Cristiana". Tra i temi, le disuguaglianze globali e la lotta contro la fame e la povertà

 Il nome della testata, “Noi Expo”, ha una vocale di troppo rispetto allo slogan urlato da chi ha seminato distruzione a Milano alla vigilia dell’inaugurazione del 1° maggio scorso. E don Davide Milani, responsabile della comunicazione del Padiglione della Santa Sede, lo dice subito: «Questa è anche una festa di popolo, un momento di ritrovo e di svago per tante persone e famiglie. A me fa un po’ male il racconto di chi rappresenta Expo solo come un problema».

“Noi Expo” è anche questo: racconto delle difficoltà e le disuguaglianze, ben raffigurate nella mostra fotografica all’interno del padiglione vaticano, sul diritto al cibo e all’acqua per tutti, il land grabbing, le speculazioni finanziarie che minacciano le comunità rurali e dell’impegno della Chiesa nel mondo contro la fame. Tutti argomenti raccontati e approfonditi dalle firme di Famiglia Cristiana, di Avvenire e da altri collaboratori nel mensile nato dalla collaborazione tra le due testate con uno sguardo attento all’approfondimento e originale, cioè oltre le convenzioni e le polemiche.

 Il piano editoriale del magazine prevede 6 numeri di 40 pagine formato tabloid, stampati ognuno in 500 mila copie. Ad aprire il primo numero accanto al saluto dell’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola e un’intervista al presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e commissario generale del Padiglione della Santa Sede, il cardinale Gianfranco Ravasi, sulla presenza della Chiesa all’Expo, ci saranno gli editoriali dei due direttori delle testate promotrici, Marco Tarquinio e don Antonio Sciortino.

“Noi Expo”, stampato in 500 mila copie, sarà distribuito nelle metropolitane milanesi, al padiglione della Santa Sede e nell’edicola della Caritas all’Expo, in piazza del Duomo a Milano e in tutte le parrocchie della diocesi di Milano.

«La nostra sfida in Expo», ha affermato Luciano Gualzetti, vice commissario del Padiglione della Santa Sede e responsabile Caritas in Expo, nella conferenza stampa di presentazione del mensile, «è far capire ai visitatori ma anche ai soggetti che sono qui rappresentati, dai governi alle imprese, che il tema di questa esposizione può essere declinato a partire dal paradosso dell’abbondanza, delle differenze inaccettabili tra i paesi e all’interno dello stesso paese tra chi ha troppo e chi nulla, che non si può ignorare lo scandalo dello spreco denunciato con forza da papa Francesco. Questa iniziativa editoriale ci aiuta ad affrontare questa sfida». 

Anche Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, ha spiegato che «tendiamo a enfatizzare gli aspetti problematici, invece Expo è una grande occasione. NoiExpo vuole coglierla per dare cittadinanza mediatica a idee e percorsi possibili che sono già in corso e sono in contraddizione con il pensiero unico. Mettere insieme due forze vere del giornalismo italiano e un catalizzatore di energie come sono il padiglione della Santa Sede e Caritas Internationalis, ci è parsa subito un’idea molto bella. In un’epoca in cui si predica la separazione dei mondi, c’è un luogo in cui i mondi si incontrano. NoiExpo vuol dire questo».

 «Questa free press nasce per far capire che un’esposizione universale che ha al centro l’alimentazione non può risolversi in una mostra di cibi, ma deve andare al cuore dei problemi – ha detto don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana -. In questi sei mesi noi vorremmo essere coscienza critica, vogliamo essere il pungolo perché i governi capiscano che non basta l’Expo, ma occorrono impegni concreti contro la fame nel mondo, come ci sollecita a fare papa Francesco da cui tutti attendiamo già a inizio giugno l’enciclica sul creato».

 Sciortino, ricordando la campagna sulle parole che uccidono contro la discriminazione, realizzata con il quotidiano della Cei, si è augurato «che questa collaborazione possa avere un seguito anche dopo Expo con un’altra iniziativa sui temi della fame nel mondo».

Il prodotto cartaceo avrà una seconda vita sulla rete. Una campagna social con l’hashtag  #noiexpo  amplierà l’audience, intercettando chi all’Expo non verrà o non ha ancora deciso di venire.

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