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mercoledì 30 settembre 2020
 
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Ora et labora, le suore pregano e producono mascherine

20/03/2020  Il virus tocca anche le comunità religiose. Dopo Tortona messi in isolamento anche due istituti di Roma. Intanto le religiose che stanno bene producono mascherine e pregano assieme alla popolazione anche via social.

Il virus si diffonde anche nelle comunità di suore. Dopo la Casa madre delle Piccole suore missionarie della Carità, a Tortona, dove sono state contagiate 24 delle 41 religiose che vi vivono, con la morte di una missionaria di 88 anni, è toccato a due istituti di Roma, quello delle Figlie di San Camillo, per carisma impegnate nell’assistenza ai malati, che risiedono a Grottaferrata, e quello delle suore angeliche di San Paolo sulla via Casilina a Torre Gaia. Nel primo istituto sono risultate positive 40 suore, mentre nel secondo non è stati reso noto il numero dei contagi. Entrambe le strutture comunque, in accordo con il prefetto di Roma, sono stati isolati e sanificati e le religiose non ospedalizzate sono state poste in quarantena.

L’allerta resta alta per gli istituti religiosi, anche in considerazione dell’età media delle consorelle spesso piuttosto alta. Ma le suore non si scoraggiano e, in queste settimane difficili per l’Italia, si pongono a servizio di tutti. Lo fanno, per esempio, due monasteri della diocesi di Avellino le suore Oblate che vivono in città e le suore Benedettine di Mercogliano che si sono messe a produrre mascherine per distribuirle a quanti ne facciano richiesta in diocesi. Ne sono già state prodotte a centinaia fa sapere il vescovo della diocesi, monsignor Arturo Aiello.

I turni cominciano alle sei del mattino e vanno avanti fino al tramonto. Alla macchina da cucire si alternano dieci che hanno risposto all’invito del parroco, don Vitaliano Della Sala. «Il ricamo da sempre fa parte della nostra tradizione», ha spiegato la superiora suor Ildegarde, «anche se con il tempo si va perdendo. Ma tutte abbiamo sentito il desiderio di fare qualcosa che accompagnasse la preghiera e così quando don Vitaliano ci ha chiesto una mano non abbiamo esitato. C'è chi cuce, chi taglia la tela, chi prepara l'elastico e chi stira. C'è chi lavora la mattina e chi il pomeriggio. Ci alterniamo, in modo che chi non è impegnato nella preghiera lavori alle mascherine. Non parliamo di mascherine chirurgiche», precisa la religiosa, ma di quelle in uso alla popolazione». Fatte di tela resistente, saranno prodotte «fino a quando ce ne sarà bisogno», dice la madre generale. «E se la richiesta aumenterà siamo pronte a incrementare il ritmo. Nello stesso tempo aumenteremo anche i momenti di preghiera perché il Signore dica presto basta a questa piaga», ripetono fedeli al motto del loro fondatore «ora et labora».

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