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mercoledì 10 agosto 2022
 
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Padre Trebisonda riconfermato Superiore provinciale dei Frati Minimi di San Francesco di Paola

27/06/2022  Il religioso era già stato chiamato alla guida della provincia monastica dei Minimi tre anni fa. L’Ordine dei Minimi è il frutto dell'esistenza penitente ma gioiosa di san Francesco di Paola: per i frati, prevede oltre ai tre voti di povertà, castità e obbedienza quello di vita quaresimale che consiste nella promessa solenne di nutrirsi dei soli cibi previsti nelle regole antiche dalla Chiesa per il tempo di Quaresima, ossia niente carne e suoi derivati, latticini, uova e grasso animale sia dentro che fuori il convento

Padre Francesco Maria Trebisonda, 39 anni, è stato riconfermato Correttore (superiore) Provinciale dei Frati Minimi di San Francesco di Paola che comprende i tredici conventi presenti in Calabria, Puglia e Messico. L’elezione durante il Capitolo Provinciale dei Frati Minimi che si è svolto a Paola (Cosenza) presso il santuario dedicato al Patrono della Calabria. Nato a Corigliano-Rossano, padre Trebisonda, ordinato sacerdote nel 2008, è anche Rettore del Santuario di San Francesco di Paola, Delegato in Calabria del Collegamento Nazionale dei Santuari e Presidente della Fondazione San Francesco di Paola. Padre Trebisonda sarà affiancato, nel prossimo triennio, da padre Francesco Di Turi come Vicario della provincia dei Frati Minimi e padre Gaetano Nicolaci e padre Franco Lenti come assistenti.

Il religioso era stato chiamato alla guida della provincia monastica dei Minimi tre anni fa dopo aver guidato la parrocchia di Sant’Andrea delle Fratte di Roma, Santuario della Madonna del Miracolo a Roma, meta di pellegrinaggio di molti fedeli provenienti dall’Italia e dal mondo. L’Assise religiosa dei Frati di Calabria, Puglia e Messico è stata presieduta dal Successore di San Francesco di Paola, il Correttore Generale padre Gregorio Colatorti.

I temi al centro del Capitolo – dice padre Francesco Trebisonda – sono stati «molteplici e hanno riguardato la missione pastorale nelle parrocchie e nei Santuari di Calabria, la chiusura e l’apertura dei Conventi, i programmi del Sinodo attuale della Chiesa e la forte crisi vocazionale». L’assise religiosa capitolare si è svolta nel cuore dell’Anno Santo della Basilica di san Francesco di Paola, ricorrendo quest’anno anche il primo centenario del titolo di Basilica Minore. “La fede del post-Covid non sarà come quella del passato. Credo che sarà – ha spiegato p. Trebisonda - una fede fortificata soprattutto dalla consapevolezza che l’uomo deve imparare ad essere di nuovo una creatura e, quindi, a non farsi più uguale a Dio”.

L’Ordine dei Minimi è il frutto dell'esistenza penitente ma gioiosa di San Francesco di Paola, che con il suo stile di vita attrasse a sé quanti volevano servire Dio in semplicità di cuore e nel rinnovamento continuo della propria vita. Un ordine nato in Calabria per il rinnovamento della Chiesa: intorno a Francesco di Paola si è formato un piccolo gruppo di eremiti, per i quali il frate ha costruito alcune cellette e una prima chiesetta. Non vi sono documenti storici che attestino quando esattamente si sia costituito questo primo nucleo di seguaci del Santo, ma in base agli studi più recenti – fanno sapere all’Ordine dei Minimi - pare che si possa collocare al 1450. Una vita austera quella voluta dal frate calabrese, oggi patrono della regione, che ancora viene rispettata dai suoi frati. Durante l’intero anno, per esempio, i pasti non prevedono carne mentre in quaresima anche formaggi, latte e derivati che erano vietati sempre prima del Concilio Vaticano II. Il ruolo del cibo nella spiritualità del Santo è centrale.

I suoi contemporanei – ha detto in una intervista al settimanale diocesano di Cosenza- Bisignano Parola di Vita - don Daniele De Rosa, sacerdote di Vicenza, di origini calabresi, autore del volume "San Francesco di Paola, il profeta dell'essenziale" - rimanevano colpiti dalla sua alimentazione “semplice ed umile”. L’Ordine dei Minimi, per i frati, prevede oltre ai tre voti di povertà, castità e obbedienza quello di vita quaresimale che consiste nella promessa solenne di nutrirsi dei soli cibi previsti nelle regole antiche dalla Chiesa per il tempo di Quaresima, ossia niente carne e suoi derivati, latticini, uova e grasso animale sia dentro che fuori il convento. Francesco era un uomo mite. Un suo biografo racconta che un cerbiatto lo avvicinava e lo seguiva ovunque; si fidava del frate amante degli animali. Non li uccideva perché lui si nutruva di soli vegetali: “le creature stesse riconoscevano in lui un cuore riconciliato con la creazione, perché innanzitutto riconciliato con il Creatore e con il suo progetto d’amore sul mondo”. Il santo è anche molto venerato dalle Gente di Mare. Fu papa Pio XII a dichiararlo Patrono della Gente di mare nel 1943 accogliendo le richieste rivoltegli da ogni parte d’Italia. Un miracolo del santo sintetizza questo rapporto. Sul lido di Catona, presso Reggio Calabria, l’eremita, in viaggio verso Milazzo, in Sicilia, chiede ad un barcaiolo di essere traghettato per carità sull’altra sponda. Il barcaiolo chiede di essere pagato: il frate risponde che non ha nulla e si appella alla carità di Dio, per la cui gloria egli compiva il viaggio verso l’altra sponda; il marinaio ribatte che se non c’è denaro, non c’è barca. Francesco non si demoralizza, si inginocchia in preghiera e con il suo mantello, che la sua fede ha trasformato in barca, senza voltarsi indietro per rispondere alla tardiva disponibilità del barcaiolo, si diresse verso la Sicilia.

 
 
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