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sabato 27 novembre 2021
 
Teatro
 

Piera Degli Esposti: recito la Costituzione

04/06/2014  La grande attrice interpreta Atena, dea della giustizia, nel teatro greco di Siracusa, in Coefore/Eumenidi di Eschilo. Ma presto tornerà in Tv con la terza serie della fiction "Una grande famiglia".

Piera Degli Esposti con Toni Servillo e Paolo Sorrentino
Piera Degli Esposti con Toni Servillo e Paolo Sorrentino

La grande attrice bolognese Piera Degli Esposti torna in scena, dopo alcuni anni, interpretando Atena, dea della giustizia, nel teatro greco di Siracusa, in Coefore/Eumenidi di Eschilo, per la regia di Daniele Salvo, in occasione del centenario dell’Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico. «Il teatro di Siracusa è sempre molto suggestivo - racconta l’attrice -  per me è molto emozionante tornare davanti a un pubblico enorme, quasi da concerto, nel ruolo di una dea che non ha un carattere ben definito come Fedra, Medea o Clitennestra. La mia Atena è imperscrutabile e sono contenta di avvalermi delle scenografie e dei costumi di un artista come Arnaldo Pomodoro: ho un elmo molto grande che mi rende maestosa, appaio come una dea sovrana di grande carisma, in un momento in cui purtroppo della dea della giustizia ci sarebbe molto bisogno! Penso a tutte le persone che stanno crollando dalle loro poltrone, perciò sono contenta di interpretare un personaggio che ricordi il ruolo fondamentale della giustizia, è come se recitassi la Costituzione. È un personaggio che sento molto mio, anche perché in passato sono stata Elettra, poi Clitennestra, rispettivamente figlia e moglie di Agamennone, e ora sono Atena. Nell’uccisione di Agamennone per vendetta e nel matricidio di Clitennesta da parte di Oreste, ho interpretato i diversi ruoli femminili, così da avere una visione completa della tragica vicenda.»

Il percorso di attrice di Piera Degli Esposti è ricco di sfaccettature e costellato di soddisfazioni e premi, tra cui due Nastri d’Argento, un David di Donatello, il Premio Maria Adriana Prolo. Ha lavorato in teatro, al cinema in televisione e molti hanno raccontato la sua straordinaria esperienza umana e artistica:  nel 1980 esce il libro Le storie di Piera, scritto insieme a Dacia Maraini, nel 1983 viene tratto dal libro l’omonimo film del regista Marco Ferreri, presentato al Festival di Cannes, dove Hanna Schygulla vince il premio per la miglior interpretazione femminile, nel ruolo della madre di Piera. Inoltre sono usciti Bravo lo stesso, una monografia sulla sua vita teatrale, a cura di Manuel Giliberti e il documentario Tutte le storie di Piera di Peter Marcias con video degli spettacoli e interviste ai registi con cui l’attrice ha lavorato che sarà a giugno  nei cinema. La sua vita, infatti, è complessa sia dal punto di vista personale per le drammatiche vicende familiari, sia dal punto di vista professionale per l’incontro con grandi registi, tra cui Marco Ferreri, Marco Bellocchio, Paolo Sorrentino, i fratelli Taviani, Lina Wertmüller, Giuseppe Tornatore, Nanni Moretti.

Piera ripercorre la sua giovinezza quando lavorava come sarta, ma con il forte desiderio di dedicarsi al teatro, e sottolinea che la sua personalissima modalità di recitare è legata alla sua difficile infanzia: «Io sono stata felice di crescere in una famiglia “estrema”, anche se la mia adolescenza è stata segnata dal rapporto con il mio amatissimo padre, che era un sindacalista, e con mia madre, che non usava certo il metodo Montessori con me! Mia madre era molto difficile da sostenere, a causa della sua malattia, e delle sofferenze subite in manicomio in cui era stata anche sottoposta all’elettroshock; tuttavia era una donna molto forte e io desideravo accudirla e tenere unita la mia famiglia. Il rapporto con mia madre è stato raccontato con grande pudore nel libro scritto con la Maraini, nostra amica, molto legata a mia madre la quale ha approvato quello che abbiamo scritto. Quando ho deciso di fare teatro, arte che amo più di ogni altra, non è stato facile: molti consideravano la mia recitazione troppo aggressiva fino a che Eduardo De Filippo mi ha sentito in Molly cara, tratto dall’Ulisse di Joyce e ha detto “Questo è o’ verbo nuovo”, capendo per primo la mia diversità interpretativa. Anche quando Giorgio De Chirico mi ha vista recitare nella parte di un ragazzo, perché non mi affidavano parti femminili, data la mia indole troppo determinata, nel farmi  i complimenti, quando gli ho spiegato che ero una ragazza, mi ha detto “Bravo lo stesso” che è diventato il titolo del libro uscito  ora su di me.» .

Oltre ai successi teatrali e cinematografici è diventata anche il volto noto di fiction di successo con al centro la famiglia: Tutti pazzi per amore in cui è la nonna Clelia, suocera di Emilio Solfrizzi, e Una grande famiglia in cui è Serafina, l’enigmatica segretaria degli industriali Rengoni, interpretati da Gianni Cavina e dal “figlio” Alessandro Gassmann.   Sono al centro delle due fiction le vicende di nuclei familiari: «Tutti pazzi per amore - prosegue l’attrice - è stato una rivoluzione anche nel modo di fare televisione nell’inserire nella recitazione brani cantati e danzati; ho accettato il ruolo di una donna, a volte crudele, anche se pensavo di rischiare perché è un personaggio anche odioso, invece incredibilmente Clelia è piaciuta fino all’inverosimile, tante ragazze mi hanno detto che vorrebbero avere quell’energia  e  quel coraggio; inoltre il frammento in cui ballo e canto Single ladies di Beyonce è stato molto cliccato su internet!» Ora sta lavorando alla terza serie di Una grande famiglia con la regia di Riccardo Milani: «la mia Serafina è una donna totalmente chiusa, che si esprime prevalentemente con gli occhi, attraverso gli sguardi, dato che è complice segreta del figlio del proprietario della fabbrica; è un ruolo molto differente da altri che ho interpretato, ma ho avuto successo di pubblico e di critica. Certo pensando alle vicende della fiction con famiglie allargate, imbrogli, tradimenti, penso che la mia famiglia d’origine in confronto era normale!».

Dove e quando:   COEFORE/EUMENIDI di Eschilo. Traduzione di Monica Centanni. Regia di Daniele Salvo. Scene e costumi di Arnaldo Pomodoro. Musiche di Marco Podda. Con Piera Degli Esposti, Francesco Scianna, Francesca Ciocchetti, Alessandro Romano, Elisabetta Pozzi, Antonietta Carbonetti,  Graziano Piazza, Alessandro Romano, Marco Imparato,   Paola Gassman, Ugo Pagliai. Produzione Inda. Fino al 21 giugno 2014 al Teatro Greco di Siracusa. Info: www.indafondazione.org, tel. 0931 487 200 / 201

 
 
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