No, non è una cosa seria. La prima riunione del Board of Peace, l’organizzazione ideata da Donald Trump per ricostruire Gaza, garantire un futuro di pace fra israeliani e palestinesi e, in senso più ampio, nell’orbe terracqueo, lascia aperte, anzi, rafforza tutte le perplessità sull’utilità e l’efficacia di una simile iniziativa.

Come ha riassunto il New York Times, lasciano perplessi varie cose: il luogo dell’incontro (la sede di una organizzazione non profit per la risoluzione dei conflitti da dicembre intitolata a Donald Trump); la tempistica (Trump riunisce il Consiglio per la Pace nelle stesse ore in cui sta spostando nel Golfo, in vista di un possibile attacco all’Iran, navi e aerei da guerra) e infine la natura stessa dell’iniziativa, che appare sempre di più come una manifestazione dell’ordine mondiale di Trump.

Il discorso del leader americano è stato un concentrato di banalità, smancerie, facezie, dirette soprattutto a compiacere il suo auditorio.

Trump ha ribadito il suo sostegno al primo ministro ungherese Orban (“Sta facendo un lavoro incredibile”) in vista delle elezioni parlamentari di aprile. Ha lodato il presidente indonesiano perché nel suo paese vivono 240 milioni di persone. Si è compiaciuto delle presenza di “alcune persone molto ricche”. Ha lodato i rumeni (“il popolo rumeno è fantastico, persone fantastiche”). Si è rivolto al presidente del Paraguay, Santiago Pena, con questo imbarazzante siparietto: “È giovane e affascinante. È sempre bello essere giovani e affascinanti. Ma questo non significa che dobbiamo apprezzarti. Non mi piacciono i giovani affascinanti. Mi piacciono le donne, ma non gli uomini, non mi interessano. Bene. È giusto così. È giusto così. Grazie mille. Anche tu stai facendo un ottimo lavoro”). Ha lodato il suo amico immobiliarista e capo negoziatore Steve Witkoff (“Steve è stato incredibile. Piace a tutti. L'Ucraina lo ama. L'Europa lo ama. La Russia lo ama”.). Ha elogiato la moglie Melania ( “è una grande attrice, una grande star del cinema. E io dico sempre che è un problema perché in una famiglia non c'è spazio per due star. Le ho detto che non possiamo avere due star in una famiglia. Siamo orgogliosi di lei. La gente negli Stati Uniti ama la first lady”). Parole di elogio anche per il capo della FIFA, la federazione del calcio mondiale, Gianni Infantino, ormai da tempo entrato spudoratamente nell’orbita di Trump, alla faccia della neutralità dello sport.

Alla fine un abbraccio collettivo: “Siete miei amici. Siete fantastici, grandi leader. Siete persone fantastiche. E, ehm, posso dire onestamente che siete leader forti. In molti casi siete leader tosti.”

Non sono mancati momenti imbarazzanti, documentati da video e fotografie. Così abbiamo visto il ridanciano Infantino indossare il cappello rosso con la scritta U.S.A. e il presidente argentino Milei cantare e ridere sguaiatamente accanto al primo ministro ungherese Orban (l’evento è stato accompagnato da una colonna sonora e Trump è entrato nella sala sulla note della cover di “Gloria”, la canzone di Umberto Tozzi).

Come fa notare il quotidiano israeliano Haaretz, ieri “i membri del Board avevano perfettamente compreso la missione del giorno: essere presenti, fare delle promesse, incensare il presidente americano”. Il resto importava poco.

Gli annunci su iniziative concrete e finanziamenti sono state diluite tra le facezie del lungo e sconclusionato discorso di Trump. “Desidero informarvi che gli Stati Uniti verseranno un contributo di 10 miliardi di dollari al Consiglio di Pace”, ha annunciato il presidente.

“Sono lieto di annunciare che Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait hanno contribuito con oltre 7 miliardi di dollari al pacchetto di aiuti, il che è fantastico”, ha aggiunto.

Circa l’impregno promesso dal suo amico Infantino, Trump ha detto: “Sono inoltre lieto di annunciare che la FIFA contribuirà a raccogliere un totale di 75 milioni di dollari per progetti a Gaza, che credo siano legati al calcio, dove si costruiscono campi e si invitano le più grandi star del mondo, persone che sono più famose di te e me, Gianni”. Annunci molto generici, come si vede.

In un altro passaggio del suo intervento, Trump ha detto: “Albania, Kosovo e Kazakistan hanno inviato truppe e forze di polizia per stabilizzare Gaza. Anche Egitto e Giordania stanno fornendo un aiuto molto consistente, truppe, addestramento e sostegno, a una forza di polizia palestinese molto affidabile”.

Inquietano le parole di Trump circa il rapporto del Board con l’ONU. “Il Consiglio di Pace avrà il compito di supervisionare le Nazioni Unite e assicurarsi che funzionino correttamente. Ma noi rafforzeremo le Nazioni Unite. Faremo in modo che le loro strutture siano adeguate, hanno bisogno di aiuto e hanno bisogno di aiuto dal punto di vista finanziario”. Un mix di vaghezza e velate minacce (che cosa significa “supervisionare”?).

Per l’Italia (mai citata da Trump) era presente a Washington con il ruolo di osservatore il ministro degli esteri Antonio Tajani. “Non è un board di affari”, ha commentato Tajani, “non possiamo non tenere conto dell’importanza di proposte che devono portare alla pace. D’altronde è l’unica reale proposta che c’è sul tavolo, se ce ne fossero altre le valuteremmo”.