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martedì 16 luglio 2024
 
Uno sguardo sul mondo
 

Prabowo Subianto, il nuovo “presidentissimo” dell’Indonesia

22/03/2024  Ecco perché i risultati delle elezioni indonesiane sono stati confermati dopo oltre un mese dal voto e perché la vittoria di Subianto è preoccupante per la democrazia del Paese musulmano più grande al mondo per numero di credenti

È passato più di un mese da quando gli indonesiani sono stati chiamati al voto. Tanto ci ha messo la Commissione elettorale generale per confermare i risultati - scontati anche prima della tornata elettorale - delle elezioni presidenziali in Indonesia, il gigante del sud-est asiatico con oltre 270 milioni di abitanti a maggioranza mussulmana sunnita è il più grande Paese islamico al mondo. Il nuovo presidente è ufficialmente l’ex comandante delle forze speciali dell’esercito Prabowo Subianto, ministro della Difesa uscente. La candidatura di Prabowo - al terzo tentativo di farsi eleggere nella carica -, è stata sostenuta anche dal presidente uscente Joko Widodo, nonostante il suo Partito Democratico Indonesiano di Lotta avesse proposto un altro candidato. La ragione è molto semplice: il neo vicepresidente è infatti Gibran Rakabuming Raka, il figlio maggiore di Widodo. La stranezza politica del caso non si ferma qui: questa candidatura è stata lo scorso ottobre al centro dell’accesissimo dibattito pubblico in Idonesia, poiché il tribunale di più alto grado nella giustizia del Paese - presieduto dal cognato dello stesso Joko Widodo -, aveva modificato le regole di ammissibilità per correre alla vicepresidenza, adattandole ad hoc al figlio, che senza questi cambiamenti non avrebbe potuto candidarsi perché troppo giovane. Il tribunale ha infatti abbassato l’età minima a 35 anni, con il vincolo che il candidato dovesse essere stato già eletto almeno alla carica di sindaco: esattamente come Gibran Raka.

Tornando al voto, Subianto ha ottenuto il 58,6 per cento dei consensi, mentre l’ex governatore di Jakarta Anies Baswedan non è arrivato al 25%. Il terzo candidato più votato è Ganjar Pranowo, esponente del partito di Widodo, che ha preso il 16,5 per cento. Entrambi gli sconfitti hanno immediatamente denunciato «frodi strutturali e sistemiche» nel sistema elettorale indonesiano, senza però fornire prove concrete a sostegno. Tutti e due presenteranno comunque ricorso alla Corte suprema.

Prabowo Subianto a 72 anni corona il suo - neppure tanto celato - progetto politico. Esponente del Movimento della grande Indonesia, il partito è estremamente nazionalista ed è sostenuto - anche economicamente - da gruppi islamici radicali che spesso agiscono come una sorta di “polizia morale” nel Paese. Subianto è stato comandante del III gruppo Kopassus, responsabile del massacro avvenuto nel 1983 nella città di Kraras, dove centinaia di persone furono uccise brutalmente, e verso la fine della dittatura di Suharto, tentò di sedare i moti per l'indipendenza di Timor Est con l'aiuto di truppe irregolari - vere e proprie bande di assassini, tristemente celebri per il fatto che si vestivano di nero e che operavano di notte - nelle maggiori città e villaggi della regione. Il legame tra il neo presidente eletto e l’ex dittatore è ancora più forte, infatti Subianto è il marito della figlia del generale Suharto che ha tenuto in pugno le sorti dell’Indonesia dal 1965 al 1988.

Per queste ombre e quelle del meccanismo elettorale vigente in Indonesia, sono molte le preoccupazioni nazionali e internazionali intorno alla salute della democrazia nel Paese. Avvalorate da quanto ha potuto fare il presidente uscente per manipolare l’elezione: Widodo, che era già stato eletto per due mandati, e non potendo ricandidarsi, non è rimasto neutrale, sostenendo Subianto e il figlio con leggi appositamente formulate.

 

In foto Prabowo Subianto con Gibran Rakabuming Raka

 
 
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