Sono previste elezioni in oltre 40 Paesi con il coinvolgimento di oltre un miliardo e mezzo della popolazione mondiale. Occhi puntati su Stati Uniti, Brasile, Ungheria e Israele
Al voto di medio termine per il rinnovo di Camera e Senato, il 26 ottobre, il presidente Javier Milei, in carica dal 2023, ha ottenuto una vittoria netta, nonostante le sue drastiche misure di austerità abbiano creato vasto malcontento nel Paese
Nel territorio autonomo del Regno danese, che Donald Trump mira a controllare per motivi economici e geostrategici nell'ambito della competizione con Russia e Cina, si è affermato il nazionalismo con la vittoria alle urne del Partito Demokraatit di centrodestra
La CDU/CSU è il partito più votato dai tedeschi, ma AfD è la forza politica che guadagna più voti rispetto alle ultime elezioni. Pesante sconfitta del cancelliere uscente Scholz. Sarà comunque necessario un governo di coalizione
La candidata democratica nella volata finale della Casa Bianca, dopo un’estate “all’attacco” del tycoon repubblicano, ha fatto il gioco di Trump «che si descrive da sempre come anti-establishment e che ha ottenuto la X sulla scheda sia dagli "uomini bianchi arrabbiati”, che dai diversi elettori delle cosiddette minoranze», spiega il giornalista e saggista Guido Caldiron
A ritenerlo è Ruska Jorjoliani, scrittrice e traduttrice georgiana esule dalla guerra dell'Abcasia fomentata nel suo Paese dalla Russia, che ha trovato in Italia e a Palermo “una seconda famiglia”: «Il partito filo-russo Sogno Georgiano ha vinto le elezioni in Georgia tra i brogli e la promessa di Mosca di non farci finire come l’Ucraina».
Ad affermarlo è Gianluca Pastori, docente dell'Università Cattolica e analista dell'Ispi, esperto di Relazioni internazionali, in una intervista a pochi giorni dal voto del 5 novembre per scegliere il nuovo presidente, tra Donald Trump e Kamala Harris
Il Rassemblement national di Marine Le Pen e Jordan Bardella ha ottenuto più del 33% dei voti. Ma molto si deciderà ai ballottaggi del 7 luglio: intanto Sinistra e Centro si uniscono per impedire all'estrema destra di avere la maggioranza assoluta tra una settimana
Elezioni iraniane. I social media sono pieni di video in cui le donne invitano al boicottaggio, mostrandosi accanto alle fotografie delle figlie, ma anche dei figli uccisi dal regime teocratico
Dopo il voto del 4 luglio l'ex procuratore generale Keir Starmer, rappresentante delle classi lavoratrici, figura onesta, ma grigia e poco carismatica, potrebbe diventare primo ministro. La responsabilità è degli errori dei precedenti premier, da Boris Johnson a Liz Truss, che hanno fatto a pezzi il Partito conservatore
L’Italia rischia di diventare una Repubblica fondata sulla diserzione dei seggi elettorali. Non solo per andare a votare ma anche per permettere agli altri di votare. Da Milano a Palermo, aprile le quasi 62mila sezioni per le Europee è stata un’impresa ai limiti dell’impossibile tra rinunce record, fughe ingiustificate e appelli "social" ai passanti. Prima era un motivo di prestigio presidiare il “rito” per eccellenza della democrazia, oggi – complice anche il compenso bassissimo, meno di 4 euro all’ora – non interessa più a nessuno
É storico il terzo mandato per il premier indiano che però, per la prima volta da 10 anni, dovrà fare i conti con i propri alleati che renderanno le riforme costituzionali per il nazionalismo indù del Bjp più difficili.
La candidata della piattaforma progressista (Morena, Pvem e Pt), ha vinto con quasi il 60 per cento dei voti, una percentuale doppia rispetto a quella della sua principale rivale, Xochitl Gálvez
Il premier uscente secondo gli exit pool di lunedì veleggiava sereno verso una vittoria storica alle elezioni e il terzo mandato. Il margine attribuito al suo partito era di molto superiore a quello degli anni passati, tanto da cambiare la costituzione. Le urne hanno bocciato - in parte - il suo nazionalismo induista
Oggi in India si inizia a votare. Se è quasi certo che a vincere sarà il partito del primo ministro uscente Narendra Modi, la sua campagna elettorale - che andrà avanti fino a giugno - è particolarmente aggressiva
Le operazioni di voto cominciano il 19 aprile e si chiuderanno il 1° giugno. I risultati si conosceranno il 4 giugno. Nettamente favorito il primo ministro in carica, Narendra Modi, che punta al terzo mandato
Ecco perché i risultati delle elezioni indonesiane sono stati confermati dopo oltre un mese dal voto e perché la vittoria di Subianto è preoccupante per la democrazia del Paese musulmano più grande al mondo per numero di credenti
Il primo ministro indiano correrà per un terzo mandato in primavera. Se in sede internazionale si propone come il «leader delle democrazia più grande del mondo» e la chiave per arginare Pechino, in patria il suo nazionalismo infiamma e divide l’India
Al potere da 24 anni, il despota del Cremlino cerca da oggi la rielezione come presidente per restare in sella almeno fino al 2030. Lo sfidano solo altri tre candidati, ma i veri oppositori stanno in carcere o al cimitero
I due leader hanno raggiunto il numero di delegati sufficiente per avere la certezza che saranno loro a sfidarsi per la Casa Bianca. In estate i raduni dei repubblicani e dei democratici. Il voto sarà il 5 novembre
Quasi sconosciuto prima della sua candidatura, privo di esperienza politica, il 35enne neopresidente è il più giovane capo di Stato della storia del Paese latinoamericano ed è erede della più ricca famiglia di imprenditori del Paese
Tredici milioni di cittadini sono stati chiamati alle urne domenica 20 agosto in un clima di altissima tensione, dopo una campagna elettorale attraversata dal sangue, in un Paese sempre più insicuro, ostaggio delle bande criminali. Il 15 ottobre al ballottaggio si sfidano Luisa González e Daniel Noboa