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lunedì 30 gennaio 2023
 
LA STORIA
 

Quando Wojtyla mandò un inviato a consacrare Mosca al cuore di Maria

16/03/2022  Nel 1984 il vescovo slovacco Pavel Hnilica (1921-2006) fu mandato da Giovanni Paolo II in Urss per affidare la Russia alla Madonna. Il racconto di quella missione segreta. E la profezia di don Dolindo Ruotolo che anticipò l'avvento di Karol Wojtyla e la fine del comunismo.

Ha fatto il giro del mondo, consolidando negli anni il  feeling  tra don Dolindo Ruotolo, servo di Dio, e il popolo polacco, la notizia del documento firmato di suo pugno il 2 luglio 1965. Si tratta di una cartolina con l’effigie di «Maria Regina  Gloriosissima» diretta a un diplomatico della Polonia, il conte Vitold laskowski, in cui si presagisce l'avvento di Giovanni Paolo II e il crollo del Muro di Berlino, rispettivamente con 13 e 24 anni di anticipo. Il manoscritto, la cui copia fu autenticata il 24 marzo1979 dal vescovo slovacco Pavel Hnilica (1921-2006), amico personale di Wojtyla, riguarda la fine del comunismo. Sono parole della Madonna che don Dolindo riporta dopo averle sentite nel suo intimo: «Maria all’anima. Il mondo va verso la rovina, ma la Polonia, come ai tempi di [Giovanni, ndr] Sobieski, per la devozione, sarà oggi come i 20 mila che salvarono l'Europa e il mondo dalla tirannia turca [sotto le mura di Vienna nel 1683, ndr].  Ora la Polonia libererà il mondo dalla più grave tremenda tirannia comunista. Sorge un nuovo Giovanni, che con marcia eroica spezzerà le catene, oltre i confini imposti dalla tirannide comunista. Ricordalo. Benedico la Polonia. Ti benedico. Beneditemi. Il povero don Dolindo Ruotolo, Via Salvator Rosa 58, Napoli». 

Questo prezioso documento per molto tempo si credette perduto. Ne fu invece trovata una copia nel 1978, proprio l’anno dell’elezione al soglio pontificio di Karol Wojtyla, il «nuovo Giovanni», da una delle figlie spirituali che proseguivano l’opera dell’Apostolato Stampa. la scoperta, dopo lunga ricerca sulla base di un vago ricordo, parve miracolosa: ma dove si trovava adesso l’originale? Erano passati ben 13 anni. telefonarono a vari monasteri, perché qualcuno aveva detto che questo Laskowski era un camaldolese. Fu poi rintracciato, grazie a una sorta di incessante tam-tam tra Napoli e Varsavia, il vero destinatario di quel messaggio, il conte Vitold Laskowski, il quale spiegò che neppure lui possedeva più l’originale: lo aveva donato al vescovo cecoslovacco pavel Hnilica, profugo negli anni della dittatura comunista.

Com’era prevedibile, tuttavia, il presule non ricordava dove avesse riposto anni addietro l’immaginetta-cartolina con lo scritto di don Dolindo. Mise a soqquadro le carte, frugò ovunque, ma non la trovava. per questo nel ’79 autenticò la copia portatagli dalla figlia spirituale di don Dolindo. Sul documento vi è anche il timbro del Vicariato romano. Verso il 2005, l’anno della morte di Giovanni paolo II, l’originale fu finalmente ritrovato in una cassa da suor Eugenia Giussani, una religiosa della Famiglia di Maria che assistette sino all’ultimo monsignor Hnilica. Il vescovo allora mi chiamò più volte: voleva venire di persona a Napoli per portarmela con le sue mani e pregare con me sulla tomba di don Dolindo a San Giuseppe dei Vecchi. Ma non ce la fece: era già molto ammalato e morì nel 2006. l’immaginetta, tuttavia, mi fu portata ugualmente, dopo la sua scomparsa, da suor Eugenia.

È impressionante pensare che proprio monsignor Hnilica fu incaricato nel 1984 da papa Wojtyla di recarsi segretamente in Russia per consacrarla al Cuore Immacolato di Maria, unendosi spiritualmente all’atto contestuale di tutti i vescovi della terra per liberare l’Europa dell’Est dalle dittature comuniste. La specialissima missione si consumò il 24 marzo a Mosca, dove, mimetizzato in gruppo di turisti stranieri, dalla chiesa sulla piazza Rossa fece la solenne orazione, con i testi consegnatigli dal papa stesso. Al suo rientro Giovanni paolo II gli disse; «la Madonna ti ha guidato fin lì con la sua mano». E Hnilica rispose: «No, Santità, mi ci ha portato in braccio!». Insomma, la cartolina, per quella strana matematica di Dio, di cui parlava don Dolindo, era finita proprio all’uomo che materialmente portò a Mosca la supplica al Cuore Immacolato di Maria chiesta dalla stessa Vergine ai tre pastorelli di Fatima nel 1917. Non così impressionante se si pensa che il messaggio sulla cartolina partiva dalla stessa Voce celeste.

 
 
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