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Ma se Rossi torna a fare il Rossi...

06/04/2013  Riparte la Moto Gp all'insegna del grande duello Yamaha Lorenzo - Valentino Rossi. L'incognita Pedrosa, l'attesa per Marquez.

Comincia il 7 aprile in Qatar e finisce il 10 novembre a Valencia, Spagna, il Motomondiale 2013, tre gare per ognuno dei 18 circuiti (in Italia al Mugello il 2 giugno e a Misano il 15 settembre): la Moto 3 con motori di 250 cc, la Moto 2 con motori da 600 cc e la Moto Gp con motori da 1000 cc. Le due classi “minori”, aperte anche ai sedicenni, hanno anche per non dire soprattutto la funzione di preparare e presentare i piloti per la sfida massima, vietata ai minori danni 18.


Il Moto GP è la Formula 1 delle due ruote, è la grande sofisticazione tecnologica sposata all’ardimento puro: niente o poco a che vedere con le gare delle Superbikes, per bolidi più “facili” acquistabili sul mercato. I punteggi assegnati da ogni gara sono: 25 al primo, 20 al secondo, 16 al terzo, 13 al quarto, 11 al quinto e via decrescendo di uno sino al quindicesimo (1 punto). Il meccanismo delle qualificazioni è leggermente cambiato ma non dovrebbero esserci rivoluzioni. Prevista da quest’anno una sorta di patente di gara a punti: le irregolarità comportano anche penalizzazioni speciali, i punti si sommano e possono portare all’esclusione da una competizione.
 
Per noi italiani il Moto GP 2013 è comunque semplice da disegnare a priori: è il palcoscenico dove Valentino Rossi, ritornato alla Yamaha, è impegnato nella recita più difficile. Se a fine stagione ha ripreso a vincere, magari lascia alla grandissima, sazio, se capisce di non sapere/potere vincere più, quasi sicuramente lascia. E’ ricchissimo, anche dopo avere pagato 34 milioni al nostro fisco che non ha riconosciuto la sua residenza lavorativa in Inghilterra, e come testimonial pubblicitario funziona sempre alla grande, anche senza vincere, con la sua carica di simpatia, sia naturale che affinata.

Rossi ha 34 anni, di tutti i piloti (sono 24, una dozzina gli “ufficiali”, pagati e bene per correre, una dozzina quelli pagati poco o addirittura costretti a pagare per correre: fra questi due gli italiani, Claudio Corti e Danilo Petrucci) è l’unico che disputava già gare mondiali nello scorso secolo, anzi nello scorso millennio. Ha quasi vent’anni di carriera. Le ultime due sue stagioni alla Ducati sono state un fallimento: un terzo posto e basta nel 2011, due secondi e due terzi posti nel 2012. Poco, pochissimo per la teoricamente bella storia del pilota italiano sulla moto italiana (adesso la Ducati, che pure nel 2007 era arrivata al successo iridato con l’australiano Casey Stoner, ritiratosi a soli 28 anni, dopo avere bissato il titolo nel 2011 con la Honda, è di proprietà tedesca). 

Rossi ha smesso di vincere gare nella Moto Gp dal 2010, in Malesia, su Yamaha. Prima aveva collezionato 9 titoli mondiali, così ripartiti dal 1997: uno nella classe 125 e uno nella 250 con l’Aprilia, uno nella classe 25 con la Honda, 6 nella Moto Gp sempre per case giapponesi, cioè 2 con la Honda e 4 con la Yamaha. Nella Yamaha ufficiale Rossi trova il campione del mondo carica, lo spagnolo Jorge Lorenzo, iridato in Moto Gp nel 2010 e nel 2012 (Rossi sesto).

Lorenzo ha 26 anni, è stato campione mondiale Gp nel 2010 e 2012, l’anno scorso arrivando 6 volte primo e 10 volte secondo, ritirandosi una volta sola. Era troppo irruento, alla Simoncelli, la fine tragica del ragazzo italiano lo ha “calmato”. La stagione mondiale che lo attende “rischia”, se non ci sarà il grande ritorno di Rossi, peraltro annunciato nei test e nelle prime prove vere e proprie, di essere una sorta di campionato spagnolo. I suoi rivali sono infatti i connazionali della Honda Dani Pedrosa e Marc Marquez. Il primo ha 28 anni, dopo tre caschi iridati nelle 125 e 250 non ha mai vinto il titolo della Gp per via di una serie spaventosa di infortuni, casuali o “cercati”, con ferite e cicatrici che lo hanno come raggrinzito. Ha grande classe, sin troppo temperamento. Il 2012 lo ha visto vincere 7 gare e finire secondo nella classifica iridata, tenendo in ansia Lorenzo sino all’ultimo. C’è chi dice che non è il massimo titolo mondiale a mancare a lui, ma è il suo nome a mancare all’elenco dei campioni mondiali, per farlo del tutto veritiero. 

Il secondo spagnolo antiLorenzo è Marc Marquez, 20 anni, esordiente in Gp, campione del mondo 2012 su Moto 2, attesissimo: è pieno di talento e di coraggio, è stato la (relativa) rivelazione dei primi test stagionali. Gli altri tutti indietro nel pronostico, anche se ci sono fondate buone attese per la Ducati “tedesca” affidata ad Andrea Dovizioso, 27 anni, serio e regolare pilota italiano, concorrenziato nel team ufficiale dallo statunitense Nicky Hayden, iridato nell’ormai lontano 2006. La Ducati in una scuderia bis presenta pure il nostro esordiente Andrea Iannone, appena 24 anni, una buona base correndo in Moto 2.

Si parte allora, con la premessa che se Valentino Rossi torna Valentino Rossi gli spazi di popolarità si restringono per tutti. L’Italia dello sport tutto ha poi voglia grande di ritrovare quello che è stato il suo personaggio massimo, trasversale, ecumenico. Lui si dice pieno di giuste voglie, il fisico è quasi integro, dopo una lunga battaglia contro un mal di spalla misteriosetto. La moto è valida, e Lorenzo per ora sembra funzionare da stimolo perfetto. Per ora.

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