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venerdì 10 aprile 2020
 
il buon ladrone
 

Buon Ladrone, l'unico Santo della storia canonizzato direttamente da Gesù

25/03/2020  Di lui non è sicuro neanche il nome ed è l’unico nella storia millenaria della Chiesa a potersi “vantare” di essere stato canonizzato da Cristo stesso prima di morire sulla Croce grazie alla sua sorprendente professione di fede

“Commemorazione del santo ladrone che, avendo confessato Cristo sulla croce, meritò di sentirsi dire da lui: ‘Oggi sarai con me in Paradiso’”. Così leggiamo nell’elenco universale dei santi, il Martirologio romano, alla data del 25 marzo; e le Chiese orientali lo ricordano due giorni prima, il 23. È l’uomo che solitamente chiamiamo Buon Ladrone, e che si venera come santo. Un santo, possiamo anche dire, canonizzato per voce stessa di Gesù. Non conosciamo il suo nome con certezza. Lo si chiama Disma negli Atti di Pilato, che sono un testo non canonico, ossia non accolto dalla Chiesa fra le Scritture sacre. E nulla di certo sappiamo della sua vita, se non che per i suoi delitti è stato condannato a morte insieme a un altro. Entrambi, apprendiamo dai Vangeli, vengono messi in croce sul Calvario insieme con Gesù: uno alla sua destra, l’altro alla sua sinistra, come precisano Matteo, Marco e Luca. Quest’ultimo ci dà poi la narrazione più diffusa di quei momenti.

Il Buon ladrone fa un atto di fede di fronte a Gesù morente

Uno dei due condannati, dalla sua croce, si mette a gridare insulti contro Gesù, deridendolo come fanno anche i soldati carnefici: “Non sei il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”. Ed ecco il rimprovero dell’altro condannato per quelle ingiurie: “Neanche tu hai timor di Dio, benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente, poiché riceviamo il giusto per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. A questo punto l’uomo ha già meritato la qualifica di “buon ladrone”. È uno, infatti, che sa riconoscere di meritare per i suoi delitti la pena massima e infamante. Un pentito, insomma, ma che si pente espiando; non per scansare l’espiazione. Infine, un uomo che nel suo soffrire è anche capace di compassione per i dolori di Gesù, che è stato condannato pur essendo innocente. In genere l’attenzione per l’uomo si ferma qui. Ma lui parla ancora, rivolgendosi direttamente a Gesù: “Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. E questo è il suo tranquillo e totale “atto di fede” in Gesù, che in questo momento non sta compiendo miracoli come quelli che meravigliavano le folle e incoraggiavano i discepoli: ora Gesù pende agonizzante dalla croce, tra ingiurie e disprezzo. Ma lui gli parla come a un sovrano in trono. Lo riconosce Signore di un regno nel quale supplica di essere accolto, senza una parola di rimpianto per la sua vita terrena che sta finendo. Ha quella fede che Gesù si sforzava di instillare nei suoi discepoli, e che ora egli premia nel ladrone con la breve risposta: “Oggi sarai con me nel paradiso”. Nell’antichità cristiana si sono diffuse molte leggende sul Buon Ladrone. Secondo una di esse, egli avrebbe partecipato al sequestro di Maria e Giuseppe col piccolo Gesù, durante la loro fuga in Egitto. Anche queste narrazioni fantasiose confermano l’importanza che fin dai primissimi tempi il mondo cristiano gli ha attribuito, venerandolo subito come santo.

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