È un atto di fiducia e vicinanza, una conferma di comunione e di obbedienza quello che il cardinale Louis Raphaël I Sako pronuncia a conclusione del Sinodo. «Ritorniamo a casa con tante idee e progetti per il futuro», dice il patriarca di Babilonia dei Caldei e capo del Sinodo della Chiesa Caldea in Iraq, e aggiunge «Santo Padre, lei non è solo, noi tutti che rappresentiamo i vescovi cattolici nel mondo siamo con lei e siamo uniti a lei in una grande comunione, nella preghiera e nella speranza. Ricordi che milioni di fedeli pregano per lei ogni giorno. E tanti uomini e donne di buona volontà ammirano le sue parole e i suoi gesti per un mondo di fraternità universale, giustizia e pace. Dunque non c’è niente da temere». Il cardinale Sako ricorda un proverbio arabo che dice: «L'albero fruttuoso viene colpito con le pietre» e incoraggia di nuovo papa Francesco: «Vada avanti con coraggio e fiducia. La barca di Pietro non è come le altre barche, la barca di Pietro nonostante le onde, rimane solida, perché c’è Gesù in essa e non la lascerà mai. Con lui le sfide e le sofferenze si superano con la fede, la preghiera, la misericordia, la sincerità e la fermezza, l’integrità e la trasparenza. Tutto è chiaro, niente da nascondere. Dobbiamo ricordare la fedeltà e la dedizione di migliaia di vescovi e sacerdoti alla loro missione».
E, dopo i ringraziamenti del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, il Papa parla a braccio per dire che il Sinodo non è un Parlamento, ma uno spazio dove parla lo Spirito «per questo vengono date solo le informazioni generali e non chi ha detto quella frase o quell’altra, perché è lo Spirito che ha lavorato». In secondo luogo, Francesco chiede di ricordare che «i primi destinatari del documento finale siamo noi stessi, io per primo». Soprattutto, però, ribadisce che la Chiesa va difesa sempre e comunque. «Penso a nostra Madre, la Santa madre Chiesa», dice ricordando gli ultimi tre numeri del documento che riguardano la santità. «La Madre è santa, ma noi figli siamo peccatori», dice riferendosi agli ultimi attacchi e alle polemiche scatenate sul tema degli abusi. «Siamo peccatori tutti», ribadisce, «non dimenticate la definizione dei padri, “la casta meretrix”, la Chiesa santa con i figli peccatori. E a causa dei nostri peccati c’è sempre il grande accusatore che approfitta, che gira gira cercando chi accusare». «In questo momento», conclude, «ci sta accusando forte e questa accusa diventa persecuzione pure». Non solo una persecuzione dei cristiani come avviene in Medio Oriente e come ha ricordato il cardinale Sako chiedendo di non lasciare soli i cristiani in quelle terre, «ma anche un altro tipo di persecuzione: una accusa continua per sporcare la Chiesa. E la Chiesa non va sporcata, questo è il momento di difendere la Madre e la Madre la si difende dal grande accusatore con la preghiera e la penitenza». Francesco ricorda che proprio per questo ha chiesto di pregare con il rosario perché Maria protegga la Chiesa e ribadisce ancora: «È un momento difficile perché l’accusatore tramite noi attacca la Madre e la Madre non la si tocca». «la Chiesa non va sporcata,è il momento di difendere la Madre»