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martedì 30 novembre 2021
 
 

Succede anche da McDonald

08/03/2013  Inaugurata venerdì 8 marzo a Firenze Casa Ronald che ospiterà bambini in cura all'ospedale Meyer insieme con i loro genitori

Neonati e bambini bisognosi di cure e assistenza hanno una nuova abitazione in cui vivere, almeno in parte, quella normalità che l'ospedale non può dare loro. È successo a Firenze dove oggi, venerdì 8 marzo, è stata inaugurata Casa Ronald, frutto della collaborazione tra l'azienda ospedaliero-universitaria Meyer, l'università degli studi di Firenze e la Fondazione per l'infanzia Ronald McDonald. Una casa colonica del settecento è stata dunque interamente ristrutturata per offrire ai piccoli che necessitano di periodi di ricovero e ai loro genitori un luogo accogliente, distante circa 1 chilometro dal polo pediatrico di eccellenza del capoluogo toscano in cui vivere la quotidianità al di fuori del contesto ospedaliero. Sentir chiedere a un bambino malato quando finalmente potrà tornare a casa stringe il cuore.


«Voglio esprimere la mia più profonda gratitudine alla Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald Italia per questa iniziativa che consente una vita più serena ai piccoli ricoverati e alle loro famiglie - ha dichiarato l'Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Luigi Marroni - In Toscana dedichiamo grande attenzione e cura all'infanzia, e l'Ospedale Meyer, che coniuga l'umanità con l'eccellenza delle cure, ne è un bellissimo esempio. La Casa Ronald che si inaugura oggi è un ulteriore tassello di questo mosaico virtuoso».

La Casa Ronald - la cui superficie totale è di circa 450 mq lordi che si sviluppano su due piani- è costituita da: 8 camere da letto con servizi privati, 1 sala internet, 1 sala giochi, 1 sala relax/tv, 1 cucina comune, 1 sala da pranzo, 1 sala lavanderia con annessa stireria, 1 ampio giardino esterno. A completamento dell’offerta, un cortile esterno dotato di un’area giochi attrezzata.

Per l’occasione Tommaso Langiano, Direttore Generale Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer, ha voluto sottolineare: «La proporzione di pazienti ricoverati al Meyer provenienti da Regioni diverse dalla Toscana è particolarmente cresciuta negli ultimi anni ed ormai supera il 25 per cento del totale. Per questo, la possibilità di disporre di una Casa Ronald per le nostre famiglie costituisce un’opportunità veramente preziosa, di cui sono molto grato alla Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia. Questa Fondazione e l’Ospedale pediatrico Meyer condividono valori quali la dedizione verso i più fragili ed il perseguimento di elevati standard di servizio: per questo, sono certo che la collaborazione fra la Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald e l’Ospedale Meyer sarà ricca di risultati».


Alberto Tesi, Magnifico Rettore Università degli Studi di Firenze, ha commentato: «Siamo felici di aver contribuito, mettendo a disposizione un immobile dell'Ateneo, alla realizzazione di un progetto che ha un impatto socialmente rilevante. La vicinanza dei genitori ai propri bambini ricoverati è parte integrante del percorso di cura e un pieno diritto dei piccoli ammalati».

Federico Bresciani, Presidente della Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia, ha dichiarato: «La Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia contribuisce da anni al benessere dei bambini e delle loro famiglie. Siamo presenti, con le nostre strutture da Nord a Sud Italia, grazie a collaborazioni con enti ospedalieri di grande prestigio: dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma all’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia, passando per l’Ospedale Cesare Arrigo di Alessandria, l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e il Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna. Questa nuova prestigiosa collaborazione con l’Ospedale Meyer di Firenze sottolinea il continuo e sempre maggiore impegno della Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald e la qualità del nostro lavoro e servizio, riconosciuti da realtà ospedaliere di livello nazionale e internazionale. L’obiettivo della Fondazione non è solo di offrire un reale supporto alle famiglie che si trovano a dover affrontare un periodo delicato della propria esistenza, ma anche di contribuire laddove il sistema di welfare non sempre arriva».

 
 
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