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sabato 04 dicembre 2021
 
l'intervista
 

«Ma chi l’ha detto che una suora non può andare a Ballando con le stelle?»

30/03/2019  Suor Cristina svela i retroscena della sua partecipazione al dance show di Raiuno: «È stata Milly Carlucci a convincermi. Alle critiche mi sono preparata pregando. Della giuria conosco solo Guillermo Mariotto»

Da dove prenderà tutta questa energia suor Cristina Scuccia? Parlantina veloce, sorriso radioso, uno scricciolo ascetico da far apparire troppo grande la poltroncina dove racconta del suo prossimo impegno televisivo: in gara a Ballando con le stelle, in prima serata su Raiuno da sabato 30 marzo. Nulla di più lontano dal silenzio di questa comunità di Milano, zona Lambrate, sede delle Orsoline della Sacra Famiglia, dove sono rimaste solo tre suore: Agata, la superiora; Carmela, juventina sfegatata, l’unica che usa WhatsApp, e appunto lei: suor Cristina, 30 anni, siciliana di Comiso (Ragusa), vincitrice di The Voice nel 2014. Quando si presentò col velo al talent di Raidue (il video della sua esibizione è stato il quarto più visto su YouTube a livello mondiale nel 2014) dovette spiegare che non si era vestita da carnevale. «Sono una suora vera», disse ai coach disorientati, tra cui il rapper J-Ax che la prese subito nel suo team. L’anno scorso è uscito il suo secondo disco, Felice. Intanto, per non farsi mancare nulla, ha scritto con Grégory Turpin Piccola guida alla gioia quotidiana (Mondadori), un manuale «per trasformare la tua vita con la preghiera», come recita il sottotitolo.

Ma quand’è che trova il tempo per “fare” la suora?

«In realtà l’impegno artistico è il prolungamento della vita religiosa, è la mia missione speciale».

Com’è nata l’idea di partecipare a Ballando con le stelle come concorrente in gara?

«Un anno fa Milly Carlucci ha chiesto alla Madre Superiora, suor Giovanna Fiorile, il permesso di avermi in trasmissione per offrire al pubblico di Raiuno un messaggio di fede positivo, gioioso, fuori dagli schemi».

L’ha convinta subito?

«No, sulle prime suor Giovanna è rimasta spiazzata. Poi ci siamo preso tutte insieme un periodo di riflessione prima di dire sì. Abbiamo pregato molto. Ci siamo fidate, Milly ha bussato alla nostra porta invitandoci ad uscire. È una roba folle, lo so, però il Signore mi ha messo nei guai e sarà lui a togliermi (sorride, ndr)».

Mi dica i motivi per cui ha accettato questa sfida.

«Primo: è un impegno coerente con la mia formazione artistica e musicale. Secondo: la fede non va ghettizzata, non è una cosa di nicchia. Portiamola dove non è mai arrivata, in prima serata, nelle case degli italiani. Se attraverso la mia partecipazione, anche solo un’anima sarà toccata, allora ne sarà valsa la pena».

Quando andò a The Voice successe un putiferio. C’è chi parlò di “montatura” per far colpo sul pubblico e aumentare l’audience. Succederà anche per Ballando.

«Rispetto ad allora sono molto maturata. Ma dove sta scritto che una suora deve stare solo in convento?».

È pronta per le critiche, insomma.

«So che arriveranno, mi sto preparando spiritualmente. “Guai quando tutti diranno bene di voi”, dice il Vangelo. San Paolo dice che ci è stato dato uno spirito di fortezza, non di timidezza. Quindi è giusto rischiare».

Suor Cristina con Milly Carlucci (64 anni) che conduce Ballando per il quattordicesimo anno (foto Roberto Guberti)
Suor Cristina con Milly Carlucci (64 anni) che conduce Ballando per il quattordicesimo anno (foto Roberto Guberti)

In che modo si è preparata?

«Da due settimane mi sono trasferita nella comunità di Roma per cominciare le prove. Intanto mi alleno nella preghiera con Gesù, che è il mio vero e unico maestro».

Cosa gli chiede?

«Di istruirmi. Ogni sera gli dico: “Mettimi tu le parole in bocca, dammi tu l’atteggiamento giusto perché io voglio portare Te ovunque vada, anche a Ballando con le stelle”».

C’è qualche critica in particolare che si aspetta?

«Gli haters, quelli che insultano sui social e in rete, sono molto organizzati. Però non mi spaventano, non vivo schiava di queste preoccupazioni. In fondo, è un gioco».

A Ballando c’è una giuria molto severa.

«Conosco solo Guillermo Mariotto. L’ho visto l’anno scorso quando sono andata ospite come ballerina per una notte».

Avete fatto amicizia?

«Mi ha detto che ogni anno organizza a Roma la processione per la Madonna del Carmine di cui è molto devoto e che l’estate scorsa ha preparato il nuovo abito di seta per la statua della Vergine custodita nella chiesa di Sant’Agata a Trastevere. In camerino abbiamo detto insieme un’Ave Maria, c’era anche suor Agata».

E gli altri giurati li conosce?

«Nessuno. Mi dicono che Selvaggia Lucarelli sia un po’ severa».

Con chi ballerà?

«Non credo di poter ballare in coppia con un uomo come suor Costanza (interpretata da Valeria Fabrizi, ndr) in Che Dio ci aiuti. L’ho guardata bene per preparami per la gara di Ballando (ride, ndr)».

Avrà sicuramente un istruttore.

«Credo proprio di sì ma non so chi sia».

Con Milly Carlucci che rapporto c’è?

«Milly è una donna straordinaria. Ho frequentato tanti studi televisivi però l’ordine, il rispetto e la calma che c’erano a Ballando non li ho mai visti da nessun’altra parte. Se la macchina funzione bene, il merito è anche suo».

Suor Cristina dopo aver vinto The Voice nel 2014 (Ansa)
Suor Cristina dopo aver vinto The Voice nel 2014 (Ansa)

Prenderà un compenso per questo.

«Io ho fatto voto di povertà. Tutti gli eventuali proventi vanno alla Congregazione. Mantenere le strutture, la scuola, tutte le opere benefiche non è affatto semplice».

Quale genere di danza preferisce?

«Conosco un po’ la samba da quando sono stata in Brasile per il noviziato. Poi ho ballato solo in Sister Act e basta».

Ma è vero che la sua esperienza artistica ha attirato nuove vocazioni?

«Sono entrate tre ragazze: una simpatizzante, una postulante e una novizia. Io nel 2009 sono stata la prima vocazione dopo 15 anni in cui non ce n’erano».

La sua vocazione com’è nata?

«Sul palco, a Ragusa, mentre interpretavo suor Rosa Roccuzzo, la fondatrice delle Orsoline della Sacra Famiglia. Era il 31 maggio 2008. Una suora che era lì dietro le quinte mi disse: “Chissà che cosa vuole dirti il Signore”. Risposi subito: “Io so quello che il Signore vuole da me”. Una risposta strana. Non andavo in chiesa da quattro anni, non sopportavo le suore, ero arrabbiata con Dio. Il giorno dopo chiesi a mio padre di accompagnarmi a messa. Piangevo di gioia. Mia madre capì subito che stava succedendo qualcosa».

Perché Dio l’aveva fatta arrabbiare?

«Per problemi economici i miei dovettero vendere la casa di famiglia. Non avevamo dove andare a vivere, è stato terribile. Avevo 15 anni. Durante la settimana andavo a scuola, il fine settimana a lavorare per potermi pagare le lezioni di canto. Fortuna che amici dei miei genitori ci diedero una casa diroccata in campagna dove abitare. Mio padre, imbianchino, quando finiva di lavorare andava a sistemarla. Quando mia mamma vide che cercavano la protagonista per il musical delle Orsoline mi iscrisse subito».

Suor Cristina incontra papa Francesco durante l'udienza generale del 10 dicembre 2014 in piazza San Pietro (Ansa)
Suor Cristina incontra papa Francesco durante l'udienza generale del 10 dicembre 2014 in piazza San Pietro (Ansa)

Con Grégory Turpin ha scritto un manuale pratico per imparare a pregare. Consigli?

«Gregory è un cantante francese di musica cristiana come me. Ci siamo conosciuti in Francia durante la promozione del mio primo disco. Il primo suggerimento è quello di fermarsi e fare silenzio. Noi siamo bombardati dalle religioni orientali che propongono vari metodi di meditazione per raggiungere il benessere fisico e spirituale. Ma se realmente ti senti amato da Dio, stai bene anche fisicamente».

La sua giornata tipo?

«Sveglia alle 6,30 per le lodi e la messa. Poi partono le attività. Essendo in tre, non abbiamo compiti fissi. Se manca un’insegnante, la sostituisco. Se c’è da fare la spesa, vado al supermercato. Alle 18,30 preghiera e meditazione comunitaria. La sera servo ai tavoli le ragazze del pensionato universitario. Alle 21 compieta e poi a letto».

Su cosa meditate?

«Le catechesi del Papa, letture bibliche, testi di spiritualità. Adesso sto leggendo un libro su Santa Rita da Cascia, una donna coraggiosa, straordinaria e anticonformista».

Sarebbe andata a Ballando con le stelle?

«Perché no. Anche Sant’Angela Merici, alla quale ci ispiriamo per la nostra spiritualità, l’avrebbe fatto. Nel Cinquecento rivoluzionò la vita consacrata femminile e fu quasi un alfiere dell’emancipazione delle suore».

Di andare a Sanremo ci ha mai pensato?

«Finora no. Però, mai dire mai».

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