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sabato 13 agosto 2022
 
 

Una scuola per il sostegno a distanza

05/12/2012  Scuola e progetti educativi sono elementi qualificanti del programma di sostegno a distanza AVSI. Un intero liceo del Padovano ha sposato da anni questa causa

Spesso li dipingono svogliati, disinteressati al mondo che li circonda, perennemente attaccati al telefonino o a trascorrere ore sui social network solo per ingannare il tempo. Gli adolescenti 2.0, una categoria entro la quale far confluire una lunga serie di luoghi comuni, solo alcuni dei quali realmente fondati. Gli studenti di un liceo del Padovano, con le loro azioni concrete, hanno smentito questi assunti mettendosi in gioco in prima persona per conseguire un obiettivo comune. Hanno agito positivamente nel proprio ambiente d'elezione, la scuola, e le loro azioni concrete si sono riverberate a migliaia di chilometri di distanza, ad Haiti. Lo chiariscono molto bene le parole di Gianluca, ex studente e rappresentante degli studenti del Liceo scientifico Romano Bruni di Ponte di Brenta, provincia di Padova: "Quasi tre anni fa, nel gennaio 2010, la terra ha tremato nel peggior posto in cui avrebbe potuto, Haiti. La frenesia mondiale atta ad aiutare le persone colpite, accesa e alimentata dal divampante fuoco della commozione generale, è durata come ogni volta ben poco. In quei giorni anche noi studenti avevamo discusso su cosa fare. E' molto semplice dire, è molto semplice dialogare, è molto semplice giudicare. Noi volevamo muoverci". Discutendo tra loro su quale potesse essere il mezzo più efficace per portare un aiuto tangibile alle popolazioni colpite dal terremoto, gli studenti hanno convenuto che una semplice, impersonale donazione di denaro non sarebbe stata sufficiente. Era necessario un contatto umano, per dare un volto alla tragedia e affinché l'aiuto potesse trasformarsi in esperienza personale.

Nasce così l'idea di organizzare una festa studentesca di fine anno, il cui ricavato sarebbe stato destinato a coprire un anno di programma di sostegno a distanza Avsi: beneficiario un ragazzino di Haiti, Francois Othniel. La partecipazione volontaria di tantissimi studenti nell'organizzazione dell'evento è stata ampissima, tale da generare un entusiasmo contagioso. Come ricorda Gianluca: "L'azione contagia, e se in tanti vedono che divertendosi possono anche dare una mano, perché non buttarsi nella mischia?". Il 20 per cento del ricavato dalla festa è stato sufficiente a coprire le spese organizzative, il restante invece è stato interamente devoluto al sostegno a distanza di Francois, un ragazzino che nessuno conosceva di persona, ma che molti già consideravano parte della famiglia o, se si preferisce, parte della scuola. "Quel bambino per me significa molto più di quanto non si possa credere", afferma Gianluca. "E' la prova che volendo si può ottenere, e nella propria volontà si può contagiare anche gli altri. Grazie alle nostre scelte qualcuno, dall'altra parte del mondo, può permettersi di vivere. Il valore di queste scelte è incommensurabile perché continuamente riproposto, a distanza di anni, per poter continuare ad aiutare qualcuno che dipende da noi. Sulla base di ciò mi sento di dire che Othniel ha significato tanto per la nostra scuola".

L'appuntamento con la solidarietà internazionale diventa presto parte della tradizione del Liceo Romano Bruni. Nel corso degli anni, gli studenti hanno partecipato a una serie di iniziative per riflettere sul tema e raccogliere fondi. Per esempio si sono impegnati nella vendita di un numero del Giornale del Liceo perché il sostegno a Francois venisse vissuto pubblicamente e collettivamente dalla scuola. "Questa scelta ha mosso altri studenti più giovani a mettersi in gioco e collaborare", ricorda Federico, attuale rappresentante degli studenti. "Francois è sempre rimasto, anche se con diversi gradi di consapevolezza, il fine di tutte le iniziative studentesche e ciò è segno di quanto questa storia si è radicata con noi nel tempo. E' semplicemente straordinario come una persona – perché Francois è una persona – possa muovere un'intera scuola. La necessità di vivere questo rapporto in modo intenso è naturale e pertanto vogliamo, anzi pretendiamo che la nostra storia con Francois diventi sempre più intima, personale e la nostra presenza vicina a lui".
Ultima iniziativa in ordine di tempo è stata pubblicare l'Annuario del Liceo, con le foto di tutti gli studenti: grazie alla vendita è stata raggiunta la quota che era stata prefissata. In calce all'annuario, una dedica speciale che non solo testimonia lo straordinario impegno collettivo del Liceo Romano Bruni in favore di Francois Othniel, ma più in generale restituisce lo spirito più profondo e genuino della pratica buona del sostegno a distanza:

Questo annuario è dedicato a Francois Othniel,
che noi studenti aiutiamo
nonostante le grandi distanze.
Si ringrazia per averci insegnato che è l'altro a dare un senso alla vita umana.
Anche se in piccolo, questo annuario lo dimostra.
Grazie Francois

 
 
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