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venerdì 15 ottobre 2021
 
NAPOLI
 

Quel sì speciale di suor Paola e di suo fratello, don Francesco

25/05/2021  Da qualche giorno coronate due vocazioni in casa Velotto: Clarissa cappuccina lei (34 anni, architetto), sacerdote (24, il più giovane della diocesi), lui. E l'arcivescovo, monsignor Domenico Battaglia, ha lasciato alla religiosa neo-professa il microfono per un'appassionata (e originale) omelia.

Monsignor Domenico Battaglia, 58 anni, a sinistra, arcivescovo di Napoli, e suor Paola Velotto, 34. Foto Maria Elefante per Famiglia Cristiana.
Monsignor Domenico Battaglia, 58 anni, a sinistra, arcivescovo di Napoli, e suor Paola Velotto, 34. Foto Maria Elefante per Famiglia Cristiana.

E’ il 2018 e insieme alla diminuzione delle nascite, il Papa si dice preoccupato per quella che definisce ‘L’emorragia delle vocazioni’. Le culle vuote restano un argomento tremendamente attuale anche dopo tre anni, ma a Napoli, le vocazioni, non mancano, come quelle in casa Velotto. E sono vocazioni che vanno nel segno della povertà e della preghiera. Quelle che celebrano le opere di carità e guardano al prossimo con amore che - in qualche modo - l’arcivescovo di Napoli, monsignor  Domenico Battaglia, ha definito ‘materno’. È stato lui a celebrare la professione perpetua di suor Paola Maria dell’Amore Crocifisso, 34 anni. Consacrazione che si è svolta all’interno del duomo di Napoli proprio nella stessa chiesa dove il prossimo ottobre sarà beatificata Maria Lorenza Longo, la fondatrice dell’ordine delle Clarisse cappuccine, monache di clausura a cui appartiene suor Paola. Suo fratello Francesco, invece, è già sacerdote e con i suoi 24 anni è il più giovane della diocesi.

 

Suor Paola. Foto: Maria Elefante per Famiglia Cristiana
Suor Paola. Foto: Maria Elefante per Famiglia Cristiana

Un sì speciale quello di Suor Paola che - come ha voluto sottolineare -  è un “sì che può generare altri sì, perché il mio è stato un sì pubblico che spero possa suscitare il desiderio anche in altre”. Suor Paola non ha nascosto la sua emozione nemmeno per un attimo. I suoi sorrisi hanno illuminato il duomo che l’arcivescovo monsignor Domenico Battaglia ha definito ‘in festa grande’. D’altra parte, il suo rapporto con le clarisse napoletane è sempre stato speciale. Il 4 febbraio scorso fu proprio l'arciuvescovo, da tutti chiamasto ormai familiarmente don Mimmo, a recarsi con una visita a sorpresa nel convento delle Trentatré, per salutarle e ascoltarle. “Ci è sembrato di conoscerlo da sempre ed è stato naturale chiedergli di celebrare questo momento così speciale” ha detto la abbadessa del Monastero Suor Rosa Lupoli. Insieme a lei, sull’altare della Cattedrale c’erano tutte le consorelle che quotidianamente vivono la clausura. Il ‘Per sempre’ di Suor Paola andava ‘festeggiato’ insieme e così tutte hanno avuto il permesso di poter uscire dal Monastero, l’ultima volta che erano entrate nel Duomo era il 2015 in occasione della visita di papa Francesco.

Il sentimento che si diffonde nel Duomo di Napoli è di festa, di gioia allietato dai canti del coro della Gioventù Francescana guidato da don Federico Battaglia, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Napoli. Chi ha gli occhi lucidi e il cuore gonfio di felicità è soprattutto suor Paola che a sorpresa diventa protagonista nel momento dell’omelia. “Pensavo all'omelia ma ho riflettuto. Perché un’omelia? Forse ora è più giusto dare la parola a qualcun altro perché possa raccontarci il suo incontro con il Signore e il perché della scelta. Oggi abbiamo bisogno di raccontare l'opera di Dio”. E così quelle motivazioni che nella maggior parte dei religiosi restano intime diventano pubbliche. Vengono condivise con i parenti e gli amici tutti di Suor Paola. “Non mi stanco di raccontare la gioia della mia vita. Mi sento completamente amata” dice suor Paola dall’altare. La sua era una vita normale, scandita da appuntamenti importanti come quello della realizzazione professionale. Suor Paola, infatti, è un architetto che l’anno prossimo darà anche il suo contributo nella realizzazione di alcuni lavori di restauro che interesseranno il Chiostro del monastero.

“Il Signore mi ha chiamata e arrivando al monastero mi ha attratta a sé in maniera forte e mi ha chiesto tutto - dice suor Paola a proposito della Clausura - e il mio tutto è in questa città”. Il suo racconto, così come ha detto Don Mimmo Battaglia è il racconto di una storia d’amore “Ogni vocazione è una storia d’amore, la totalità che si affronta è amore - spiega Battaglia - La vita di Suor Paola è come la nostra Chiesa, non è una Pietra immobile ma che cammina e cammina sul passo degli uomini e le donne del nostro tempo. Suor Paola diventerà madre di tantissime persone che busseranno alla sua grata per chiedere aiuto, preghiera e dare senso alla vita”.

 
 
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