Elogio della lentezza. C’è una app che si scarica su tablet esmartphone, ma si può giocare anche sul pc, e non ha niente di frenetico. Si gioca con le parole, ma non è una corsa contro il tempo come Ruzzle. Si chiama Angry Words (pubblicato da Etermax) e non lasciatevi ingannare dall’assonanza col celebre Angry Birds. Niente uccelli, qui: non è altro che un vecchio buon Scarabeo in formato digitale, in cui si affrontano – parola dopo parola, a distanza di ore o anche giorni tra botta e risposta – avversari casuali o amici chiamati allo scopo.

Ho scoperto che Angry Word è un modo molto simpatico per mantenere contatti frequenti con il resto della famiglia, che abita lontano da me. Ha entusiasmato mia madre, ultraottantenne, che aveva cominciato a usare l’iPad che le avevamo regalato come mero contenitore di fotografie, che le spedivamo, e da sola poi è andata scoprendo che è un ottimo mezzo di intrattenimento, informazione, comunicazione.


Adesso ci scambiamo le nostre sfide ad Angry Words a duemila chilometri di distanza. Lei fa la sua parte nelle abituali notti insonni e io rispondo il giorno dopo. E poi c’è mia sorella, mio fratello, qualche amico, molti sconosciuti dei quali presto s’impara e si aspetta il ritmo, le trovate, le sorprese.

Piccole tracce di affetto nel mare digitale. Pochi minuti che si possono sottrarre al lavoro, agli spostamenti e, click, si mandano nell’etere come abbracci. Provare per credere.