PHOTO
Di che cosa parla il Decreto autovelox
Il decreto fissa nuove regole più restrittive per gli enti che vogliano installare dispositivi di rilevazione della velocità sulle strade. Vediamo per sommi capi i cambiamenti.
Vietato posizionare un autovelox nei tratti di strada in cui c’è un limite di 20 km all’ora inferiore rispetto a quanto previsto dal codice per il tipo di strada: per esempio, se su una strada extraurbana - per il cui il Codice prevede 90 km/h – c’è un punto in cui il limite scende sotto i 70km/h in quel tratto è vietato installare autovelox.
Sulle strade urbane non si potranno installare autovelox in tratti con limite al di sotto dei 50 km/h, in soldoni vuol dire che se un Comune vuole assicurarsi che si rispetti un limite di 30 in prossimità di scuole o ospedali potrà farlo solo mandando una pattuglia a controllare, cosa ovviamente più complicata che dovrà fare i conti con la carenza di personale.
Gli autovelox dovranno essere segnalati in anticipo. Al di fuori dei centri urbani, gli autovelox almeno 1 chilometro prima, 200 metri prima su strade urbane di scorrimento e 75 metri sulle altre strade. Anche tra un autovelox e l’altro sono previste distanze minime, diverse secondo il tipo di strada, per evitare che un “distratto” prenda due multe di seguito. E nel caso in cui nel giro in un’ora si ricevano più multe sullo stesso tratto, si pagherà solo la più grave aumentata di un terzo.
Dodici mesi di tempo per adeguarsi, che cosa succede nel mentre
Gli autovelox già installati avranno un anno di tempo per essere adeguati alle nuove norme, trascorsi i 12 mesi quelli nel frattempo non adeguati dovranno essere disinstallati fino a che non si sarà provveduto. Questo significa che fino a che non sarà passato un anno le infrazioni rilevate con questi dispositivi determineranno sanzioni valide, che nel frattempo andranno pagate. Facile prevedere che questo determinerà un cortocircuito: norme in vigore nel giro di un paio di settimane, ma rilevatori accesi e non adeguati alle nuove norme sortiranno sanzioni valide secondo la lettera della legge, facile prevedere che ne sortirà un aggravamento del contenzioso legale che si sommerà a quello determinato dagli autovelox non omologati.
La questione dell'omologazione
La questione dell’omologazione è aperta da quando il 18 aprile scorso l’ordinanza n. 10505 della Corte di Cassazione ha confermato l’annullamento di un verbale, e della relativa sanzione, per eccesso di velocità, rilevato da un autovelox approvato ma non omologato: la Cassazione ha chiarito che entrambe le procedure, approvazione e omologazione, che hanno finalità diverse, sono necessarie perché la multa sia valida. Il problema è che gli autovelox non omologati sulle strade italiane sarebbero la maggior parte. Il cosiddetto Decreto autovelox, avrebbe dovuto trovare una soluzione a questo problema, ma non il testo pubblicato non affronta la questione.
Se da un lato dunque il decreto sembra mandare agli automobilisti fin da subito un "messaggio" di regole più indulgenti in caso di eccesso di velocità, dall'altro a quel che si comprende ci vorrà tempo perché la realtà si adegui a quelle nuove norme. E intanto la velocità elevata resta una delle prime cause di incidenti con morti e feriti, insieme alla guida distratta e al mancato rispetto delle precedenze.





