Poche righe arrivate in mattinata per risolvere il caso Becciu. Il cardinale, condannato in primo grado dal Tribunale vaticano in seguito all'inchiesta legata allo scandalo finanziario per la compravendita del Palazzo londinese, ha fatto sapere, infatti che «avendo a cuore il bene della Chiesa, che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, nonché per contribuire alla comunione e alla serenità del Conclave, ho deciso di obbedire, come ho sempre fatto, alla volontà di Papa Francesco di non entrare in Conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza». Angelo Becciu, nel 2020, su richiesta di papa Francesco, già prima dell’inizio del processo, aveva rinunciato a tutti i diritti connessi al cardinalato. Dal 2022, tuttavia, era tornato a partecipare a tutti gli eventi pubblici in Vaticano ed era presente ai funerali in piazza san Pietro per il Pontefice defunto. In virtù di questo, nei primi giorni delle congregazioni aveva rivendicato il diritto di poter partecipare al Conclave perché non ci sarebbe stata «alcuna esplicita volontà del Papa» di escluderlo. Nei giorni scorsi, però, si è parlato di almeno due lettere di papa Bergoglio, una del 2023 e una firmata con la sola F durante il ricovero al Gemelli, consegnate al cardinale già segretario di Stato Pietro Parolin, che lo escludevano da un eventuale conclave. La dichiarazione arrivata nelle prime ore del 29 aprile, all’inizio della sesta congregazione dei cardinali che, in assenza di un passo indietro, avrebbe probabilmente deciso oggi sul caso, ha risolto la questione. In ogni caso di fronte a una esplicita volontà espressa dal defunto Pontefice neppure la maggioranza dei cardinali intervenuti in Congregazione avrebbe avuto il potere, secondo la Costituzione Universi Dominici gregis, di modificare la volontà di papa Francesco.