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Da tre anni ho scelto di essere al fianco dell’Airc per tre motivi: perché ammiro il coraggio dei suoi ricercatori che giorno dopo giorno esplorano l’ignoto per fornire nuove risposte a chi lotta con la malattia; per l’affetto che ho provato e provo ancora per Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, storici testimoni dell’Associazione e della lotta al cancro; e perché sono cresciuto con il tabù che di cancro non si doveva parlare. Il mio babbo è morto quando avevo appena 18 mesi per un tumore ai polmoni… un male “brutto”… un male “incurabile”. Da allora la ricerca ha fatto passi da gigante e possiamo affermare che il cancro è sempre più curabile, anche grazie ad Airc che garantisce ai ricercatori la continuità e gli strumenti necessari per trasformare i risultati di laboratorio in cure concrete. Dal 4 al 10 novembre la Rai dedica una intera settimana ad Airc per sostenere con le nostre donazioni una nuova generazione di ricercatori. Lo scorso anno il pubblico de L’eredità e di Tale e Quale Show ha risposto con grande generosità. Anche quest’anno sarò in prima linea per dare il mio contributo all’Airc, perché ognuno di noi può diventare protagonista dei progressi della ricerca. Io sto con Airc. E voi?




