Cari amici lettori, ci siamo! Il numero che avete in mano è una versione completamente rinnovata, nella grafica e nei contenuti, di Credere. Abbiamo conservato il “cuore pulsante” della testata, che è nata nel 2013 dall’idea che la fede si può “raccontare” attraverso le storie di persone in carne e ossa, che vivono la vita che tutti viviamo, con le sue gioie e le sue sfide. Abbiamo arricchito il settimanale con nuove rubriche: una sulla spiritualità (don Alessandro Deho’), una sulla liturgia (don Carlo Cibien), una finestra sul mondo dei giovani (Deborah Sutera) e un punto di vista sull’attualità (Monica Mondo). Inoltre abbiamo voluto dedicare uno spazio di approfondimento sui temi che, di volta in volta, occuperanno il dibattito della settimana (“Tutta Italia ne parla”).

Anche la grafica si rinnova, più elegante e leggera. Insomma, un po’ come un organismo vivente, una rivista nasce, cresce e si sviluppa senza snaturarsi: così vogliamo che sia anche per Credere, che ha compiuto ormai dieci anni di vita. Sappiamo bene che il profluvio di notizie che ci arrivano quotidianamente spesso si focalizza su ciò che non va nel mondo, creando in noi – senza che ce ne accorgiamo – uno sguardo pessimista sulle cose e sulle persone. Inoltre, la quantità sterminata di news produce saturazione e rigetto, che ­ finisce per provocare una certa di indifferenza.

In questo ambiente comunicativo, talvolta un po’ “tossico”, Credere vuole offrire un punto di vista alternativo”, che riconosce il bene, anche piccolo, che c’è nella storia degli uomini e delle donne del nostro tempo grazie al seme della fede; propone uno sguardo empatico e cordiale che, senza ignorare il peso e la fatica della realtà, ci fa guardare alla forza del bene che pure esiste attorno a noi ma che spesso rischiamo di non vedere.

Cari amici lettori, vi confesso che, dopo otto anni trascorsi nella redazione di Credere, continua ancora a stupirmi come si trovino sempre nuove storie di uomini e donne credenti, disposti a raccontare la bellezza e talvolta anche la fatica di credere. Ecco perché il nuovo sottotitolo della rivista: “L’avventura della fede”. Un’avventura che ci vede tutti viandanti, con i nostri alti e bassi certo, ma sempre in cammino. Leggere le storie di altri, noti o meno noti, che sono in cammino come noi ci incoraggia, ci aiuta a riflettere e a vedere come il Vangelo può ispirare e far fiorire la vita.

Ultimo, ma non importante: come potrete vedere dalle prime pagine della rivista, che si apre con questo editoriale e poi con lo spazio delle lettere, vogliamo essere sempre più in dialogo con voi lettori. Potete indirizzare le vostre domande, opinioni o testimonianze direttamente alla mia e-mail (vincenzo.vitale@stpauls.it) o al numero WhatsApp (solo messaggi) 338-60.93.006. Sarà un modo per arricchire la nostra “avventura” insieme, rendendo la rivista sempre più uno spazio condiviso di dialogo, una comunità virtuale legata dal gusto di “credere”. Augurandovi buona lettura, vi saluto tutti con affetto. E non mancate di scriverci le vostre reazioni!