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L'Arco degli innamorati prima e dopo la mareggiata (foto di Giuseppe Russo e Simone Dima tratta da Melendugno.net)
Un San Valentino amaro per il Salento. Nel giorno simbolo dell’amore, il mare ha cancellato uno dei luoghi più romantici e fotografati della costa adriatica pugliese: l’Arco degli Innamorati di Torre di Sant’Andrea, marina di Melendugno (Lecce). Una violenta mareggiata, accompagnata da forti precipitazioni e venti impetuosi, ha provocato il crollo della celebre arcata naturale, lasciando al suo posto un cumulo di roccia sgretolata.
Le prime immagini del “prima e dopo” sono state pubblicate dal portale locale Melendugno.net, che ha documentato la scomparsa dell’arco proprio il 14 febbraio. Per decenni quella struttura di pietra chiara, incastonata tra i faraglioni bianchi che si affacciano sull’Adriatico, è stata cornice di promesse d’amore, fotografie al tramonto, escursioni in kayak e canoa.
Un simbolo del Salento che non c’è più
L’Arco di Sant’Andrea rappresentava un vero e proprio “quadro naturale” sul mare. Era l’attrazione più iconica della scogliera, utilizzata in copertine, campagne di promozione turistica e racconti di viaggio. In estate, centinaia di visitatori attraversavano l’arco via mare, contribuendo a renderlo uno dei simboli identitari della comunità locale.
Proprio nella giornata di San Valentino, l’Amministrazione comunale aveva richiamato l’attenzione sull’allerta arancione diramata dalla Protezione civile della Regione Puglia. Ma nessuno poteva immaginare che il maltempo avrebbe avuto effetti tanto devastanti su una formazione rocciosa che sembrava immutabile.
Quando il mare ridisegna la costa
In realtà, ciò che è accaduto rientra nei processi naturali che modellano le coste. Come ricorda l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), l’erosione marina interessa ampi tratti del litorale italiano e può subire accelerazioni in occasione di eventi meteorologici estremi. Le mareggiate intense esercitano una pressione capace di amplificare fratture già presenti nelle rocce, provocando crolli improvvisi.
Anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) sottolinea come archi naturali e faraglioni siano il risultato di un equilibrio fragile tra resistenza della roccia e forza erosiva delle onde. L’acqua penetra nelle fessure, le allarga nel tempo, scava cavità che diventano ponti sospesi sul mare. Ma quando la volta non regge più, l’arco collassa, lasciando spesso emergere nuovi faraglioni isolati.
Dolore e consapevolezza
Tra i tanti commenti affidati ai social, colpisce quello di un cittadino, Stefano Lefons: «L’arco ha lasciato il posto a un altro faraglione e così farà per secoli. Siamo stati testimoni diretti di come il mare abbia scavato e modellato la nostra stupenda scogliera». Parole che invitano a leggere l’evento non solo come una perdita, ma come una lezione di umiltà.
Il paesaggio non è una fotografia immobile. È una realtà viva, in continua trasformazione. La scomparsa dell’Arco degli Innamorati ricorda che anche le rocce, che percepiamo come eterne, sono sottoposte al tempo e alla forza della natura.




