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Un controllo della velocità con un autovelox a Roma
Dal 12 luglio cambiano le regole per gli autovelox in Italia. Dopo oltre trent'anni di attesa entra infatti in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina in modo organico l'omologazione dei dispositivi per il controllo della velocità, introducendo criteri precisi per la loro autorizzazione, la taratura e le verifiche periodiche. L'obiettivo dichiarato è fare chiarezza in un settore che negli ultimi anni è stato al centro di numerosi ricorsi e di un acceso dibattito tra esigenze di sicurezza stradale e contestazioni sulle multe.
Quali autovelox possono restare in funzione
Secondo il Ministero dei Trasporti potranno continuare a essere utilizzati circa 3.150 autovelox, ritenuti conformi ai nuovi requisiti previsti dal decreto.
Altri 850 dispositivi, invece, dovranno essere disattivati fino a quando i produttori non completeranno la procedura di omologazione prevista dalla nuova normativa. In pratica, circa un autovelox su cinque non potrà più essere utilizzato per elevare contravvenzioni, almeno fino al completamento dell'iter amministrativo.


Cosa significa "omologazione"
Il punto centrale della riforma riguarda proprio l'omologazione. Il Codice della strada la prevede fin dal 1992, ma finora mancava una procedura tecnica che ne definisse modalità e requisiti. Per questo motivo il Ministero aveva rilasciato negli anni soltanto provvedimenti di approvazione.
La Corte di Cassazione, con una serie di pronunce culminate nell'ordinanza n. 10505 del 2024, ha però chiarito che approvazione e omologazione non sono la stessa cosa. Da qui la necessità di colmare il vuoto normativo.
Il nuovo decreto stabilisce che alcuni modelli già approvati vengono considerati conformi ai nuovi requisiti e quindi "si intendono omologati". Non si tratta però di un controllo effettuato su ogni singolo apparecchio: l'omologazione riguarda il prototipo, mentre ciascun dispositivo installato dovrà rispettare una serie di condizioni tecniche.
Taratura obbligatoria ogni anno
In sostanza, per poter essere utilizzato, ogni autovelox dovrà:
- appartenere a un modello omologato;
- essere regolarmente censito nel portale del Ministero;
- essere tarato prima dell'entrata in servizio;
- superare una verifica periodica almeno una volta l'anno.
Se la certificazione scade oppure il controllo tecnico non viene superato, il dispositivo dovrà essere immediatamente disattivato.
Il decreto introduce inoltre maggiori garanzie sul trattamento dei dati raccolti: fotografie e rilevazioni dovranno essere crittografate e firmate digitalmente, mentre nelle immagini frontali i volti delle persone saranno oscurati per tutelare la privacy.
Le posizioni a confronto
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini parla della fine della "giungla degli autovelox" e sostiene che il provvedimento elimini i cosiddetti "autovelox fantasma", utilizzati più come strumento per fare cassa che per garantire la sicurezza. Di parere diverso molte associazioni impegnate nella sicurezza stradale. Giordano Biserni, presidente di Asaps, teme che lo spegnimento di centinaia di dispositivi possa ridurre i controlli proprio durante l'esodo estivo, mentre Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci per la sicurezza stradale, invita a evitare che passi il messaggio che ora si possa correre senza conseguenze. I dati disponibili mostrano infatti come i sistemi di controllo della velocità, in particolare quelli sulle tratte autostradali, abbiano contribuito negli anni a ridurre sia la velocità media sia il numero degli incidenti mortali.
Restano i dubbi giuridici
L'entrata in vigore del decreto potrebbe non chiudere definitivamente il contenzioso. Alcuni giuristi osservano infatti che la Cassazione ha distinto nettamente tra approvazione e omologazione e ritengono che un decreto ministeriale non possa modificare quanto previsto dal Codice della strada.
Per questo motivo è possibile che continuino i ricorsi davanti ai giudici, chiamati a stabilire se le nuove disposizioni siano sufficienti a superare le criticità evidenziate dalla giurisprudenza.
Cosa devono sapere gli automobilisti
Per chi guida cambia soprattutto un aspetto: le multe potranno essere elevate soltanto dagli autovelox che rispettano i nuovi requisiti previsti dalla normativa. Il consiglio, tuttavia, resta lo stesso di sempre: rispettare i limiti di velocità non solo per evitare sanzioni, ma soprattutto per ridurre il rischio di incidenti. Al di là delle polemiche sugli strumenti di controllo, la velocità eccessiva continua infatti a rappresentare una delle principali cause di mortalità sulle strade italiane.





