Svolta nelle indagini sulla morte dei quattro braccianti pakistani trovati carbonizzati nella mattinata di ieri, lunedì 1° giugno ad Amendolara, nel Cosentino. Oggi la Procura di Castrovillari ha disposto il fermo di due connazionali delle vittime, accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato.A incastrare i due sospettati sarebbero state le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza di un distributore di carburante lungo la Statale 106, dove era parcheggiato il minivan all'interno del quale sono stati rinvenuti i corpi.

Il ritrovamento dei corpi

L'allarme era scattato nella mattinata di lunedì 1° giugno, quando ad Amendolara erano stati scoperti quattro corpi carbonizzati all'interno di un minivan fermo nell'area di servizio di un distributore di carburante.

Le vittime erano quattro lavoratori agricoli di nazionalità pakistana. Fin dalle prime ore successive al ritrovamento, gli investigatori avevano concentrato l'attenzione sull'ipotesi di un delitto, escludendo progressivamente quella di un tragico incidente.

La svolta nelle indagini

Nel giro di poche ore gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza sono riusciti a identificare due connazionali delle vittime. I due uomini sono stati rintracciati nella serata del 1° giugno a Villapiana e accompagnati negli uffici della Questura di Cosenza.

Dopo un lungo interrogatorio, nella giornata del 2 giugno è scattato il fermo disposto dalla Procura di Castrovillari. I due sono ora accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato.

Le telecamere avrebbero ripreso l'intera scena

Determinanti per l'inchiesta sarebbero stati i filmati del sistema di videosorveglianza installato nel distributore di carburante. Secondo quanto emerso dalle indagini, le immagini avrebbero ripreso tutte le fasi dell'azione criminale, confermando che i quattro braccianti non sono morti a causa di un incidente ma sarebbero stati uccisi. Nei video si vedrebbero due persone avvicinarsi al minivan e bloccare dall'esterno le portiere del veicolo. Prima uno e poi l'altro avrebbero fatto forza con le braccia per impedire agli occupanti di uscire. Contemporaneamente, dal portellone posteriore del mezzo sarebbe stata lanciata una sostanza infiammabile. Pochi istanti dopo si vedrebbe svilupparsi una fiammata, mentre i due uomini si allontanano rapidamente dal luogo del delitto.

Indagini ancora in corso

Il procuratore ha sottolineato il lavoro svolto dalle forze dell'ordine, che hanno consentito di individuare in tempi molto rapidi i presunti responsabili. «Merita di essere evidenziata», afferma il procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio, «la professionalità delle forze dell'ordine che, ancora una volta, sono state in grado, operando in perfetto e lodevole coordinamento tra di loro, e seguendo le direttive della Procura, di individuare, a brevissima distanza temporale dai fatti, i soggetti gravemente indiziati di delitto di omicidio plurimo e pluriaggravato».

L'inchiesta non è però conclusa. Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica del delitto, chiarire il movente e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Come precisato dalla Procura, le indagini «sono in corso e proseguono al fine di accertare compiutamente i fatti e le eventuali responsabilità, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento».