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Nicolas Hansen
Altro che oro: il metallo più ambito dai ladri in Italia è il rame, tanto da essere stato ribattezzato “oro rosso”. Nessun lingotto nei caveau: il rame i ladri lo cercano nei tralicci, sulle linee ferroviarie, persino nei cimiteri. Solo negli ultimi giorni hanno messo a punto ingenti furti in un'azienda della Val di Sangro, a Mozzagrogna (nove tonnellate di metallo), tra le stazioni di Ferno-Lonate Pozzolo e Busto Arsizio Nord, in capannone in regione Torane a Borgosesia (ma qui i carabinieri hanno sorpreso i ladri in fuga con due quintali di rame, così come hanno sventato un furto nel cimitero di Moscazzano (Cremona) sorprendendo i ladri di notte mentre avevano già divelto circa 50 metri di elementi in rame. Ma non avevano forse mai osato addirittura scoperchiare il tetto di un asilo.


È accaduto, di notte, tra sabato e domenica, ad Arcene, un comune di 5.400 abitanti in provincia di Bergamo. Ad accorgersene è stato il personale della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII, legata alla parrocchia, un servizio prezioso per tante famiglie del paese.


La prima cosa che hanno notato sono stati i pali di legno divelti e abbandonati nel giardino dove i bambini fanno tante attività all’aperto. Poi la sorpresa più grande entrando: alzando gli occhi si vedeva direttamente il cielo. Un’immagine poetica, che richiama le filastrocche d’infanzia e la canzoncina che tutti ricordiamo, “Via dei matti”, dove la casa, oltre a non avere il tetto, non aveva né cucina, né pavimento, né letto, né “vasino”, ma era “bella, bella davvero”. Un inno alla forza delle convenzioni e alla fantasia. Ma qui il momento poetico ha lasciato subito spazio allo sgomento. Perché si tratta di un grave danno economico, che comporta anche notevoli disagi per l’inevitabile interruzione del servizio. Intanto il caso è nelle mani dei carabinieri. Dalle prime ricostruzioni sembra che i ladri abbiano agito di notte, forzando il cancello. Ladri numerosi e anche silenziosi, perché la scuola si trova in centro e smantellare l’intera copertura, non deve essere stato un lavoro da pochi minuti: ma nessuno si è accorto di nulla.
I furti di rame sono ricorrenti e, come già detto, colpiscono molti siti. A farne le spese in modo massiccio sono le ferrovie, I furti di rame sono ricorrenti e colpiscono in modo particolare le ferrovie. Secondo i dati RFI, nel 2024 si sono registrati 251 furti di rame lungo le linee e nei depositi, per un totale di 48.740 chili di materiale trafugato e un danno economico complessivo di circa 1,4 milioni di euro, tra danni diretti e indiretti. I furti hanno coinvolto 2.203 treni e provocato complessivamente 43 giorni di ritardo nella circolazione.
Ma che fine fa tutto questo rame?
I ladri di rame, al momento del furto, sanno già a chi affidarlo, spesso centri di rottamazione e fonderie. Una volta fuso il rame diventa quindi irriconoscibile tanto che gli esportatori “legali” diventano a volte inconsapevolmente complici di questo mercato nero.
In quanto al tetto dell’asilo, ci ricorda che forse nelle scuole italiane ci sono problemi relativi alle strutture in genere (vecchie, decadenti, depredate, instabili….) ben più gravi dei tetti evocati in relazione alla presenza di bambini di origine straniera.





