Sono parcheggiate davanti ai cancelli dell’aeroporto militare di Ciampino. Attendono di entrare, le quattro ambulanze che porteranno quattro dei pazienti palestinesi in arrivo da Gaza in altrettante strutture sanitarie.

Il personale, medici, infermieri, oss, autisti, delle ambulanze che portano i piccoli pazienti negli ospedali romani e di Napoli

Sono felici e stremati gli operatori, infermieri, autisti, medici, oss. Ogni volta vedere i feriti giunti da Gaza, in particolare i più piccoli, lacera il cuore. Li hanno visti con ustioni, con arti amputati, colpiti nel corpo e nello spirito. La più piccola, di questi voli che portano in Italia 26 pazienti con 91 loro familiari, ha tre mesi. Tre voli dell’aeronautica sbarcano, oltre che nell’aeroporto romano, anche a pratica di mare, Pisa e Linate. Il C130J Hercules che atterra a Ciampino apre i portelloni per consegnare il carico di dolore nelle mani di chi saprà prendersene cura. Un bambino di dieci anni, con una lesione spinale, viene portato in barella, con la mamma e la sorellina di 11 accanto, nell’ambulanza che lo porterà al Santobono, a Napoli, gli altri tre, invece, sono attesi dall’ospedale Umberto I e dal Bambino Gesù.

I pazienti palestinesi scendono dal C130J Hercules

Ad accompagnare i palestinesi anche l'Ordinario Militare per l'Italia, l'arcivescovo Gian Franco Saba di ritorno da un viaggio pastorale in Terra Santa. «È stata innanzitutto una missione di prossimità, di vicinanza», dice il presule. «Ho avuto modo di incontrare i militari che operano sul territorio, ho visitato i luoghi dove si sono consumate, e spesso continuano a consumarsi, delle tragedie. In modo particolare ho visitato un kibbutz. Testimonianza di sofferenze di tante situazioni, di tanti contesti».

Monsignor Saba: "Missione umanitaria in Terra Santa, bisogna ricostruire"

Dentro Gaza non è potuto andare, ma ha parlato con il parroco, padre Romanelli, e ha incontrato più volte padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa. «Abbiamo condiviso la situazione, le problematiche e abbiamo espresso il desiderio di una collaborazione sempre più cordiale e fraterna», ha sottolineato.

L’aereo, che sarebbe dovuto arrivare nel pomeriggio, è atterrato, invece, alle 23.28. Ad attenderlo l’ammiraglio Gianfranco Annunziata, Stato Maggiore della Difesa, che ha ricordato i tanti voli umanitari, questo è il diciottesimo, per portare in Italia persone ferite dalla Striscia di Gaza, i lanci di aiuti sulla Striscia e l’operazione con nave Vulcano, che, ancorata al largo delle coste egiziane, ha potuto prendersi cura di diversi minori feriti evacuati da Gaza.

L'ammiraglio Annunziata, Stato Maggiore della Difesa: "Noi in prima linea nel portare aiuti"

La prima pagina del servizio che Famiglia cristiana pubblicò nel 2024 sulla missione di nave Vulcano ad Al Arish

Con lui anche Nicola Minasi, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, e Maria Teresa Del Re, consigliera alla stessa unità di crisi e capo delegazione.

«Si tratta di un lavoro complesso che vede insieme il Dipartimento nazionale della protezione civile, con il Ministro della Difesa e la Farnesina che, con l’Unità di crisi lavora con l’Organizzazione mondiale della sanità per individuare i pazienti che hanno bisogno di cure più urgenti», spiega Minasi. «Purtroppo c’è una lista molto lunga, di circa 16.mila persone. All’interno di un progetto comune tra Oms e l’Unione europea gli stati membri si rendono disponibili al trasporto e alla cura. L’Italia è il Paese che ha fatto più di tutti gli altri messi insieme».

Nicola Minasi, capo dell'Unità di crisi della Farnesina: "Così si lavora per portare in salvo le persone. Italia prima fra tutte le nazioni europee per impegno umanitario"

«Con questa operazione, il numero complessivo di civili palestinesi trasferiti e assistiti nel nostro Paese supera le 900 unità», fa sapere il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Il trasferimento dei pazienti si inserisce nel più ampio impegno umanitario dell'Italia a favore della popolazione civile di Gaza, che comprende l'invio di aiuti via mare e via aerea, il supporto sanitario e la partecipazione alla missione europea EUBAM Rafah, recentemente tornata operativa presso l'omonimo valico. Questa operazione è il frutto di un impegno corale e di una collaborazione costante tra tutte le componenti dello Stato. L'Italia dimostra di saper tradurre i valori di solidarietà e responsabilità in interventi concreti a sostegno della popolazione civile. Le Forze Armate, insieme al personale degli altri ministeri e degli enti coinvolti, operano con professionalità e spirito di servizio per garantire un aiuto reale a chi soffre. È così che il nostro Paese contribuisce, con discrezione ed efficacia, alle iniziative a carattere umanitario».