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A Noicattaro, in provincia di Bari, si è verificata la terza aggressione ai danni di un minore da parte di un animale selvatico, presumibilmente un lupo confidente. L'ultimo episodio è avvenuto nella tarda serata del 15 agosto, quando un bambino di 6 anni è stato azzannato al torace e alle costole mentre giocava in un parco cittadino. Il piccolo è stato ricoverato all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Altri due bambini, però, sono stati aggrediti il 4 agosto… Ne parliamo con Luciano Di Tizio, presidente del Wwf.
Di Tizio cosa si intende per lupo confidente?
«Dal 2024 è a disposizione un Protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione dei lupi urbani e confidenti, elaborato da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l’organo scientifico del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il progetto europeo LIFE Wild Wolf. In questo documento si considera confidente un lupo che si lascia avvicinare o si avvicina volontariamente alle persone. È stata anche individuata una distanza limite, calcolata in 30 metri: un animale selvatico che tollera una simile vicinanza con l’uomo senza fuggire può rappresentare un oggettivo problema».


Dobbiamo pensare che siano tornati i lupi?
«I contatti ravvicinati segnalati in Italia sono pochissimi in termini assoluti. Capisco però che possano destare comprensibili preoccupazioni, per cui ogni singola segnalazione va presa in esame e seguita con attenzione. Nel caso specifico di Noicattaro non è ancora accertato che l’animale responsabile delle aggressioni sia davvero un lupo. Sono stati effettuati tamponi sulle ferite e si stanno effettuando analisi genetiche per risalire al DNA: quando saranno pronti i risultati sapremo se si tratta di un lupo, un cane o un eventuale ibrido cane/lupo. Questi ultimi sono teoricamente molto più pericolosi di un vero animale selvatico che solo in condizioni eccezionali può perdere il suo timore ancestrale per l’uomo».
Il sindaco ha disposto la chiusura dei parchi di notte e il divieto di avvicinamento alle aree che confinano con le zone agricole. Da cosa vengono attratti e quali sono le precauzioni che possiamo prendere?
«Mi sembrano cautele più che ragionevoli sino a quando la situazione non sarà chiarita. Ma si possono mettere in campo anche altre precauzioni: gli animali selvatici sono attratti dal cibo facile che possono trovare nelle nostre città e nei nostri paesi, quindi da scarti alimentari non correttamente smaltiti, alimenti lasciati all’aperto, ad esempio quelli per animali domestico o messi a disposizione di cani randagi e colonie feline… sono tutti attrattori formidabili che possono contribuire a far perdere la naturale diffidenza verso l’uomo e il suo ambiente. Senza dimenticare che c’è anche chi volontariamente nutre animali selvatici. Non necessariamente direttamente i lupi ma se lo fa con cervi, caprioli, cinghiali e altra fauna potrebbe attirare comunque lupi costretti a cacciare le loro prede in ambienti urbani o peri-urbani».
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha anche firmato un decreto che autorizza il prelievo e la cattura dell'esemplare. Siete d'accordo?
«È la prassi prevista dal Protocollo ISPRA che classifica i diversi comportamenti secondo una scala crescente di criticità, indicando le possibili azioni da adottare. In quelle meno problematiche si interviene diffondendo tra i cittadini idonee e corrette informazioni, tenendo sotto controllo la situazione con appositi monitoraggi e eliminando ogni fonte di attrazione, quelle cui accennavo prima: resti alimentari, cibo per animali domestici e così via. Ci sono varie gradualità per far fronte ai diversi livelli di confidenza che l’animale può mostrare. Nei casi più gravi, qual è quello di Noicattaro, sono possibili interventi più incisivi, compresa la cattura e la rimozione dell’animale dalla natura. Sulla base dì quel che prevede ISPRA un lupo che attacca o ferisce un essere umano senza essere stato provocato rientra nella categoria 19, e il livello di criticità indicato dal Protocollo per il caso in provincia di Bari è il 5, che valuta l’animale confidente e/o aggressivo, e pericoloso».


L'ultimo bambino, aggredito intorno alle 23 della sera di Ferragosto, sarebbe stato azzannato dall'animale, messo poi in fuga dalle urla degli adulti e dal lancio di oggetti. Come ci si deve comportare in una situazione simile?
«La presenza di un lupo o di più lupi non equivale di per sé a un pericolo. Il lupo normalmente tende a evitare l’uomo e a un parco giochi nel quale erano presenti anche adulti non avrebbe dovuto mai avvicinarsi. Invece è accaduto e bisogna capire perché, a cominciare dalla verifica se si tratti o meno di un lupo. Nel caso di un incontro ravvicinato, ci sono poche e semplici indicazioni: non avvicinarsi, restando a una distanza ragguardevole (se possibile anche ben oltre i 30 metri indicati da ISPRA) e non tentare di interagire con l’animale, meno che mai consentire di farlo ai bambini. E questo vale per qualsiasi selvatico: non siamo in un cartone animato, la fauna va rispettata e certamente anche ammirata, ma a distanza. Torniamo al lupo: se non si allontana, possiamo muoverci sul posto, parlare ad alta voce, magari anche urlare, per spaventarlo. E intanto possiamo allontanarci senza correre, preferibilmente camminando all’indietro. Se siamo con un cane teniamolo al guinzaglio, accanto a noi».
Infine, c'è da aver paura per chi in questi giorni è in vacanza in zone di montagna se, a maggior ragione, i lupi sono arrivati fino al mare?
«Assolutamente no. Le regole sono sempre le stesse: in montagna o nelle aree protette restare sui sentieri segnalati, tenere i cani al guinzaglio, e se si avvista un animale selvatico ammirarlo da lontano, come ho suggerito prima. Stesso discorso al mare anche se sulle spiagge la presenza di fauna pur se non impossibile è decisamente meno frequente. Ma soprattutto non dare credito alla fake-news che anche sui lupi impazzano sul web».






