Il Premiolino, il più antico e prestigioso premio giornalistico italiano, ha annunciato i vincitori della sua 66ª edizione, confermando ancora una volta la volontà di valorizzare un'informazione capace di raccontare la complessità del presente con rigore, indipendenza e qualità della scrittura.

La giuria, riunita alla Bicocca degli Arcimboldi di Milano, ha premiato sei protagonisti del giornalismo italiano che si sono distinti per l'inchiesta, il reportage, l'analisi e la divulgazione.

I vincitori del Premiolino 2026 sono Anna Foa, storica e firma de La Stampa; Viviana Mazza, inviata del Corriere della Sera; Gabriella Colarusso, editorialista e inviata de la Repubblica; Stefano Feltri, giornalista e autore del podcast Revolution su Rai Radio 3; Floriana Bulfon, giornalista freelance che collabora con diverse testate e con la Rai, nota per le sue inchieste sulla criminalità organizzata; e Sacha Biazzo, videoreporter che collabora con il programma Report di Rai 3.

Accanto ai riconoscimenti individuali, la giuria ha assegnato il Premio Pirelli per la Scuola 2026 a Rai Scuola, rappresentata dal direttore della Direzione Cultura ed Educational Rai Fabrizio Zappi e dal responsabile dell'unità Educational Lorenzo Ottolenghi, per il contributo alla diffusione della cultura e dell'educazione attraverso il servizio pubblico.

Tra le novità di questa edizione anche l'ingresso nella giuria di Silvia Sciorilli Borrelli, vincitrice del Premiolino nel 2022, e la nomina di Benedetta Tobagi, premiata nel 2024, a vicepresidente del Premio, accanto alla presidente Chiara Beria di Argentine.

La riunione della giuria

Un premio che racconta la storia del giornalismo italiano

Fondato nel 1960, il Premiolino ha accompagnato l'evoluzione del giornalismo italiano premiando alcune delle firme più autorevoli del Paese. Oggi è sostenuto da Pirelli e continua a rappresentare uno dei principali riconoscimenti dedicati all'informazione.

La presidente della giuria, Chiara Beria di Argentine, ha ripercorso la storia del premio, nato da un gruppo di giornalisti riuniti al ristorante Bagutta di Milano con l'obiettivo di valorizzare «un'inchiesta super documentata, un articolo particolarmente brillante, una vignetta, un titolo e in particolar modo giovani colleghi che si distinguevano per impegno e libertà dal conformismo».

Ricordando la prima edizione del 1960, Beria di Argentine ha sottolineato come allora tutti i premiati fossero uomini, mentre già nel 1961 arrivò il riconoscimento a Oriana Fallaci. Ha quindi citato le parole pronunciate dalla giornalista durante la premiazione: «Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è, nell'ordine, un imbecille, un disonesto, un fanatico. Il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero».

La presidente ha poi spiegato il significato delle scelte compiute quest'anno dalla giuria: «In un mondo frantumato in mille pezzi, abbiamo votato quest'anno, non è un caso, soprattutto giornaliste chiamate a raccontare o analizzare le gesta e le guerre di leader "imbecilli, fanatici, disonesti", nemici della libertà di pensiero».

Il Premio Pirelli per la Scuola

Il presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, ha motivato il riconoscimento assegnato a Rai Scuola sottolineando il valore dell'informazione come strumento di crescita civile: «Il Premiolino è da sempre un riconoscimento dedicato all'informazione e al giornalismo di qualità, ma anche a tutte quelle esperienze che contribuiscono a diffondere conoscenza, consapevolezza e senso civico. È con questo spirito che quest'anno il Premio Pirelli per la Scuola viene assegnato a Rai Scuola».

Richiamando la lunga tradizione educativa del servizio pubblico, da Alberto Manzi fino ai programmi di oggi, Tronchetti Provera ha aggiunto: «Il servizio pubblico svolge un ruolo fondamentale nella crescita culturale del Paese, accompagnando generazioni di italiani nell'accesso al sapere e contribuendo a costruire una cittadinanza più informata e consapevole. Informazione, divulgazione e formazione hanno spesso camminato insieme, condividendo la stessa responsabilità: fornire strumenti per comprendere la realtà e partecipare alla vita civile e allo sviluppo sociale e culturale del Paese».

La premiazione il 5 ottobre

La cerimonia della 66ª edizione del Premiolino si terrà lunedì 5 ottobre al Piccolo Teatro Grassi di Milano. Come da tradizione, i vincitori riceveranno, oltre al premio in denaro, la storica pergamena ideata da Riccardo Manzi, divenuta negli anni uno dei simboli del più longevo premio dedicato al giornalismo italiano.