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Alice Francesconi si laurea con una tesi sul Blasco
«Vasco è Vasco» si legge sulla copertina dell’elaborato finale di Alice Francesconi. «Analisi socio-semiotica della persistenza di un mito contemporaneo. Con uno sguardo interno al tour Vasco Live 2026». Ventiduenne di Lucca, Alice si è laureata in Scienze Umanistiche per la comunicazione all’Università di Firenze lunedì 6 luglio scorso.
Come mai una ragazza di ventidue anni sia appassionata di Vasco è presto detto: «Sono cresciuta in una casa in cui Vasco veniva ascoltato molto, anzi troppo… due o tre cd a rotazione a viaggio, sfinendomi» sorride. Poi 6/7 anni fa l’ha riscoperto: «E mi sono appassionata. Non di una canzone in particolare, ma di un brano in base al periodo che sto vivendo. Da neulaureata, quello che ascolto di più è Stupido Hotel, sempre alla ricerca della felicità come canta Vasco».
Come sia strutturata la testi, invece, l’ha raccontato a Lucca in Diretta. «Ho sviluppato il progetto in tre parti» racconta la studentessa alla testata locale. «La prima è quella più teorica, in cui affronto il legame che esiste tra musica e società e analizzo la natura della musica. Nel secondo capitolo affronto Vasco dal punto di vista semiotico, utilizzando la teoria del mito di Roland Barthes. Vasco, quindi, non è più solo un cantante, ma un simbolo di un immaginario condiviso (che riesce a modificare e creare la realtà che lo circonda)».


«L’ultimo capitolo» conclude Alice «è quello che mi ha fatto divertire di più. Grazie alla mediazione della storica responsabile della comunicazione, Tania Sachs, sono riuscita ad accedere alla data zero del tour Vasco Live. Questa data è molto particolare perché qui si concentrano molte delle attività legate alla stampa. Sono stata quindi tutto il giorno insieme alla fantastica squadra del Vasco Live. Sono entrata in contatto con i giornalisti, con i fotografi e con molti altri membri dell’organizzazione. La conclusione è che la formula Vasco è Vasco non è una formula vuota, ma il risultato di un processo culturale che, sotto vari punti di vista, ho provato a decostruire».
Vasco non sapeva della tesi «O forse l’ha saputo quando la stavo terminando o il giorno stesso in cui l’ho discussa» aggiunge Alice. Ma la risposta del Blasco non si è lasciata attendere: «Una tesi …per me?..!» ha scherzato sui social il cantautore citando una sua celeberrima canzone. «“Vasco è Vasco”: analisi socio-semiotica della persistenza di un mito contemporaneo. Con uno sguardo interno al tour Vasco Live 2026. È la tesi con cui si è laureata in Scienze umanistiche per la comunicazione Alice Francesconi. Kom-plimentissimi!!!».
«All’orizzonte» prosegue il post «c’è già il 2027, quando Vasco festeggerà i suoi cinquant’anni di carriera con il cosiddetto “Giubileo di Vasco”, un progetto celebrativo che culminerà in una “residency” di dieci concerti allo Stadio Olimpico di Roma, distribuiti nell’arco del mese di giugno e annunciata come la più grande mai realizzata in uno stadio italiano.
Eppure, ridurre Vasco Rossi a una questione di numeri sarebbe un errore. Quei numeri sono piuttosto la conseguenza di una storia artistica e umana che attraversa mezzo secolo di musica italiana.
Vasco ha attraversato decenni di polemiche, crisi personali, fasi di silenzio e grandissimi ritorni. Non è semplicemente un cantautore di successo: è, per usare le parole che il suo stesso pubblico ripete come un mantra, un mito. O meglio: “Vasco è Vasco”».
Insomma, Vasco “una tesi per te? Proprio non te l’aspettavi, eh?” come hanno scritto i suoi fan commentando sui social.





