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Chi sono i ventenni italiani oggi? Chi rappresenta al meglio questa generazione? In questi giorni due ragazzi di casa nostra ci stanno offrendo il volto complesso e a volte contradditorio della gioventù italiana. Prendiamoli come campioni rappresentativi.
Il primo si chiama David Odiase, è nato a Crema (Cremona) da genitori nigeriani e indossa la maglia della Nazionale italiana under 20 di rugby, impegnata nel torneo Sei Nazioni. David è alto 1,89 metri per 107 kg, in pratica un colosso in ebano. Con lui potresti entrare nei peggiori bar di Caracas e uscire sulle tue gambe. David non indossa semplicemente la maglia azzurra, ce l’ha tatuata addosso. Il tricolore non è cucito sul petto, è scolpito come un bassorilievo. L’amore viscerale di David per la Madre Patria si manifesta quando entra in azione sul campo, dove non lascia nulla di intentato pur di far trionfare i nostri colori. Ci tiene, eccome. Eppure è finito sui giornali e nei siti di informazione per quanto ha detto in due occasioni. Il primo è stato un discorso motivazionale ai compagni di Nazionale nello spogliatoio prima di Italia-Francia. Potete trovare il video qui: https://www.ilgiornaledivicenza.it/argomenti/sport/rugby-david-odiase-discorso-video-italia-francia-1.9884926. A dir poco accalorato, lancia parole di fuoco che incendiano il petto dei compagni: «Guardate dove siamo! Guardiamoci in faccia! Oggi, dal primo all’ultimo secondo, dobbiamo rendere onore a questa maglia! Non importa se sbagliamo, ci rialziamo insieme e andiamo avanti». Un discorso che potremmo mettere in bocca al Gladiatore di Ridley Scott prima della battaglia («A un mio cenno…»). Terminata la partita, persa per un solo punto contro i favoriti francesi che fino all’ultimo hanno tremato, tocca di nuovo a David parlare per tutti, intervistato a fine match come miglior giocatore dell’incontro. (qui il video: https://www.onrugby.it/2023/02/08/il-discorso-di-david-odiase-che-ha-fatto-il-giro-del-mondo-dopo-italia-francia-under-20/). È un fiume di emozioni, trattiene a stento le lacrime: «Sono fiero di far parte di tutto questo e di giocare in Nazionale, e siamo molto felici di ciò che stiamo facendo, nonostante il risultato di oggi. Stiamo inviando un grande messaggio al mondo del rugby: stiamo arrivando per tutti voi! Abbiamo lavorato duramente e abbiamo mangiato molta m…a negli ultimi anni, e ora i risultati stanno iniziando ad arrivare. È solo l’inizio di un lungo processo!». È difficile per un ragazzo così giovane avere delle certezze sulla propria vita, su quello che va fatto o non va fatto, quando il mondo di oggi sembra fatto apposta per spingere i ragazzi nel regno dell’insicurezza. Ma David è certo di alcune cose della sua vita: è italiano, è fiero di esserlo, sa che si può cadere ma che dopo ci si rialza, più forti di prima. E noi lo ringraziamo per questa lezione di vita.
Ah, l’altro ventenne è Blanco.




