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È “un’enigma incomprensibile” la morte di Julia Ituma nel messaggio che l’arcivescovo Mario Delpini ha inviato a don Ivan Bellini, il sacerdote che ha presieduto martedì 18 aprile nella chiesa di San Filippo Neri a Milano, i funerali della pallavolista morta a Istanbul lo scorso 13 aprile, ad appena 18 anni.
Un messaggio che è stato letto all’inizio della celebrazione in una chiesa gremita di persone, a partire dalle attuali compagne dell’Igor Volley Novara, a chi ha giocato con lei nelle stagioni precedenti, ai parenti, ai tifosi, al ministro dello Sport, Andrea Abodi. Straziante il pianto della madre.
«Desidero esprimere la mia vicinanza e la mia condivisione» scrive l’Arcivescovo «in questo momento di strazio e di smarrimento che i familiari, le amiche e gli amici, e tutta la comunità vivono per l’enigma incomprensibile della morte di Julia. Si affollano domande, inquietudini, sensi di colpa che si accompagnano a ricordi lieti, memorie di imprese entusiasmanti. Viviamo insieme il dramma di renderci conto che la vita non ha mantenuto la sua promessa di felicità e la morte misteriosa, incomprensibile e imprevedibile, ha stroncato il desiderio di diventare adulti per una vita desiderabile».


«Non sappiamo che cosa ha vissuto Julia» prosegue Delpini. «Sappiamo che cosa vuole Gesù: che tutti siano salvati, che tutti siano amati dall’amore invincibile di Dio».
E conclude: «Gesù è morto crocifisso per rivelare che non c’è abisso di male che non sia visitato dal desiderio di Dio di rendere felici. Con questa certezza preghiamo per Julia e celebriamo la Pasqua: ne venga la consolazione per la famiglia e coloro che sono trafitti da un dolore troppo grande e troppo ingiusto e per tutti ci sia un invito a tenere fisso lo sguardo su Gesù, che è la parola persuasiva che invita a vivere, a vivere bene, a vivere per portare a compimento la propria vocazione e a non disperare mai».




