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Dedica la sua vittoria a Taranto, «città per la quale bisogna fare rumore e che lotta perché c’è una situazione insostenibile». Antonio Diodato, vincitore del Festival di Sanremo numero 70 parla della sua famiglia e di tutta la squadra che lo ha sostenuto e poi, nella conferenza stampa successiva alla premiazione, spiega che vuole aiutare «il Primo maggio di Taranto» di cui è direttore artistico, «coinvolgendo altri artisti per aiutare una città che vive una situazione inaccettabile oltre che insostenibile». Arrivato al successo ricorda anche le «tante batoste» che ha ricevuto, le volte in cui ha suonato nei locali davanti a poche persone, la sua tenacia: «Ho sempre creduto nel mio lavoro, nella forza della musica e della canzone».
Si chiude così un festival che è semre stato sopra il 50 per cento di share, numeri che non si vedevano da anni e che consacra la coppia «Ama» e «Ciuri», Amadeus e Fiorello, come un impeccabile oppia da show, con un gioco di sponda che ha spazzato via tutte le polemiche della vigilia.


