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Era malato da tempo ed è morto nella notte tra il 10 e l’11 maggio. Gianni De Michelis, ex esponente di spicco del Partito socialista di Bettino Craxi, si è spento nell’ospedale di Venezia dove era ricoverato da qualche giorno. Nato nel capoluogo veneto il 26 novembre 1940, era più volte deputato con il Psi, europarlamentare con il Nuovo Psi e presidente onorario dell’Aspen institute. Ministro delle Partecipazioni statali dal 1980 al 1983, del Lavoro dal 1983 al 1987, degli Esteri dal 1989 al 1992, era stato anche vicepremier dal 1988 al 1989. Malato da tempo, De Michelis, negli ultimi anni, era tornato a vivere nella sua città con il figlio.
«Ho constatato in lui una onestà personale oltre ogni immaginazione, e ne fa prova la catena di difficoltà personali che la vita non gli ha risparmiato nell’ultimo impervio tratto», è stato il commento di Gianfranco Rotondi, presidente Dc e vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera. Dal canto suo Pier Fedinando Casini lo definisce «uno dei più intelligenti e brillanti ministri degli Esteri della Repubblica Italiana. Un uomo leale con gli avversari e che non ha mai tradito i suoi amici nella buona e nella cattiva sorte». Della sua lealtà parla anche Stefania Craxi, figlia di Bettino, attualmente senatrice di Forza Italia e vicepresidente della Commissione affari esteri: «Gianni è stato un grande uomo di Governo e un compagno leale di mio padre, nella buona e nella cattiva sorte, a cui non fece mai mancare la sua vicinanza negli anni dell’esilio tunisino».
«Intelligente e controverso», lo ricorda infine Paolo Gentiloni, presidente del Partito democratico. Gentiloni scrive su twitter: «Da ministro degli Esteri ha onorato il nostro Paese».
I funerali si svolgeranno a Venezia.




