L’iniziativa di due parroci pistoiesi di accogliere dei profughi nelle loro parrocchie è lodevole, ma l’idea di allestire degli spazi di preghiera nelle chiese per i fedeli musulmani la trovo incomprensibile. E, come ha detto il vescovo di Pistoia, può creare situazioni di confusione che non aiutano all’accoglienza e all’integrazione. A volte, alcuni preti peccano di eccessivo zelo. A essere maligni, a me pare siano affetti da mania di protagonismo. Papa Francesco ha invitato le parrocchie a ospitare, per quanto possibile, i profughi, ma non ha mai detto di trasformare le chiese in moschee. Probabilmente anche gli stessi musulmani preferiscono pregare in luoghi a loro più confacenti.
L’eccesso di zelo, al di là delle buone intenzioni, può essere controproducente. «La confusione non aiuta, ci sono altri spazi», ha detto il vescovo di Pistoia sull’iniziativa di allestire spazi per la preghiera dei musulmani dentro le chiese. Tutto ciò, però, non deve far passare in secondo piano che i due parroci di Pistoia, accogliendo l’invito di papa Francesco, hanno aperto le loro porte a diciotto profughi musulmani, offrendo loro un tetto, un letto e un percorso di integrazione. Un esempio che sarebbe bello fosse seguito anche da altri.
ALFIO B.
L’eccesso di zelo, al di là delle buone intenzioni, può essere controproducente. «La confusione non aiuta, ci sono altri spazi», ha detto il vescovo di Pistoia sull’iniziativa di allestire spazi per la preghiera dei musulmani dentro le chiese. Tutto ciò, però, non deve far passare in secondo piano che i due parroci di Pistoia, accogliendo l’invito di papa Francesco, hanno aperto le loro porte a diciotto profughi musulmani, offrendo loro un tetto, un letto e un percorso di integrazione. Un esempio che sarebbe bello fosse seguito anche da altri.



