Nel 2027 l’assegno unico universale per i figli sarà nuovamente rivalutato in base all’inflazione. A cambiare non saranno soltanto gli importi riconosciuti alle famiglie, ma anche le soglie Isee che determinano le diverse fasce. Ecco cosa sapere, quanto si potrà ricevere e da quando scatteranno gli aumenti.

Che cos’è l’assegno unico e a chi spetta

L’assegno unico universale è il sostegno economico riconosciuto alle famiglie per ogni figlio a carico. Spetta dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni, con regole diverse a seconda dell’età del figlio.

Per i figli minorenni l’assegno spetta senza particolari condizioni legate all’attività del ragazzo. Tra i 18 e i 20 anni, invece, il figlio deve trovarsi in una delle condizioni previste dalla normativa: frequentare un corso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore alla soglia prevista, oppure essere registrato come disoccupato e in cerca di lavoro. Per i figli con disabilità, l’assegno può essere riconosciuto anche oltre il compimento dei 21 anni, senza limiti di età.

Perché aumenta nel 2027

L’importo dell’assegno unico viene aggiornato ogni anno sulla base dell’andamento dei prezzi. Per il 2027 la rivalutazione dovrebbe essere più consistente rispetto a quella applicata nel 2026. L’Istat ha indicato al 2,9% l’inflazione acquisita per il 2026, mentre il governo aveva previsto nel Documento di economia e finanza un valore del 2,8%. Il dato definitivo non è però ancora disponibile: la percentuale ufficiale della rivalutazione sarà stabilita con un decreto del ministero dell’Economia, generalmente atteso nella seconda metà di novembre. Le cifre riportate in questa guida sono quindi una simulazione sulla base di una rivalutazione del 2,9% e dovranno essere confermate ufficialmente.

Una famiglia con un bambino piccolo alle prese con il bilancio domestico, tra bollette, tasse e spese mensili, in un periodo segnato dall’aumento del costo della vita
Una famiglia con un bambino piccolo alle prese con il bilancio domestico, tra bollette, tasse e spese mensili, in un periodo segnato dall’aumento del costo della vita

Una famiglia con un bambino piccolo alle prese con il bilancio domestico, tra bollette, tasse e spese mensili, in un periodo segnato dall’aumento del costo della vita

(Getty Images)

Quanto vale l’assegno unico nel 2027

Per un figlio minorenne, l’importo minimo passerebbe da 58,30 a circa 60 euro al mese, mentre quello massimo salirebbe da 203,80 a circa 209,70 euro. La differenza sarebbe quindi compresa tra 1,70 e 5,90 euro al mese, a seconda dell’Isee. Su base annua significa un aumento rispettivamente di 20,40 e 70,80 euro per figlio. Per i figli tra 18 e 20 anni, l’importo minimo passerebbe da 29,10 a circa 29,90 euro, mentre quello massimo salirebbe da 99,10 a 102 euro al mese.

Quanto conta l’Isee

L’Isee è fondamentale per determinare quanto spetta alla famiglia. L’importo dell’assegno diminuisce progressivamente all’aumentare dell’indicatore della situazione economica equivalente. Nel 2027 la prima soglia, quella che consente di ottenere gli importi più elevati, dovrebbe salire da 17.468,51 a 17.975,10 euro. Anche la soglia superiore dovrebbe aumentare: il limite dell’ultima fascia passerebbe da 46.582,71 a oltre 47.933 euro. Questo significa che la rivalutazione delle soglie può produrre un effetto importante. Una famiglia il cui Isee rimane invariato potrebbe infatti passare a una fascia più favorevole e ottenere un incremento superiore al semplice adeguamento del 2,9%.

Un figlio: quanto può cambiare l’importo

Prendiamo il caso di una famiglia con un figlio minorenne. Nella fascia con Isee più elevato, l’importo minimo passerebbe da 58,30 a 60 euro al mese: 1,70 euro in più ogni mese, cioè 20,40 euro in un anno. Nella fascia più favorevole, invece, si passerebbe da 203,80 a 209,70 euro mensili, con un aumento di 5,90 euro al mese e 70,80 euro in più all’anno. C’è però un’altra possibilità da considerare. Con un Isee di 17.975,10 euro nel 2027, il nucleo potrebbe rientrare nella prima fascia e ottenere quindi circa 209,70 euro. Nel 2026, con lo stesso valore Isee, si sarebbe trovato in una fascia meno favorevole, con un importo di circa 201 euro. In questo caso l’incremento complessivo arriverebbe a 8,70 euro al mese, pari a 104,40 euro in un anno.

Due figli: l’aumento raddoppia

Quando i figli sono due, l’effetto della rivalutazione si applica a entrambe le quote. Per due figli minorenni, nella fascia meno favorevole, il totale passerebbe da 116,60 a 120 euro al mese: 3,40 euro in più ogni mese e 40,80 euro nell’arco di un anno. Nella fascia più favorevole, invece, si passerebbe da 407,60 a 419,40 euro mensili, con un aumento di 11,80 euro al mese, pari a 141,60 euro all’anno.

Tre figli: entra in gioco anche la maggiorazione

Per le famiglie con tre o più figli bisogna considerare anche le maggiorazioni previste per i figli successivi al secondo. Nell’esempio di una famiglia con tre figli minorenni nella fascia Isee più favorevole, la quota base passerebbe da 611,40 a 629,10 euro al mese. A questa somma si aggiunge la maggiorazione per il terzo figlio, che salirebbe da 99,10 a 102 euro. Il totale passerebbe così da 710,50 a 731,10 euro al mese. L’incremento complessivo sarebbe di 20,60 euro al mese, pari a 247,20 euro in un anno.

Le maggiorazioni: quanto aumentano

La rivalutazione riguarda anche le somme aggiuntive riconosciute in determinate situazioni. La maggiorazione per un figlio under 21 non autosufficiente passerebbe da 122,30 a 125,80 euro al mese. Per la disabilità grave si passerebbe da 110,60 a 113,80 euro, mentre per la disabilità media da 99,10 a 102 euro. Aumenterebbe anche la maggiorazione riconosciuta quando la madre ha meno di 21 anni, da 23,30 a 24 euro al mese. Per i figli successivi al secondo la maggiorazione massima salirebbe da 99,10 a 102 euro. Infine, per i nuclei familiari con un secondo percettore di reddito, la maggiorazione massima passerebbe da 34,90 a 35,90 euro al mese.

Assegno unico e figli con disabilità

Per i figli con disabilità l’importo può essere più elevato perché alla quota base si possono aggiungere le specifiche maggiorazioni previste dalla normativa. Per un figlio minorenne con disabilità grave, nella fascia Isee più favorevole, la simulazione porta il totale da 314,40 euro nel 2026 a circa 323,50 euro al mese nel 2027: 9,10 euro in più ogni mese, pari a 109,20 euro nell’arco di un anno. Con una disabilità media, sempre nella fascia più favorevole, il totale passerebbe invece da 302,90 a 311,70 euro al mese, con un aumento di 8,80 euro mensili e 105,60 euro annuali.

Il modello Isee utilizzato per calcolare la situazione economica del nucleo familiare e determinare l’accesso e l’importo di diverse prestazioni sociali
Il modello Isee utilizzato per calcolare la situazione economica del nucleo familiare e determinare l’accesso e l’importo di diverse prestazioni sociali

Il modello Isee utilizzato per calcolare la situazione economica del nucleo familiare e determinare l’accesso e l’importo di diverse prestazioni sociali

(Getty Images)

E per i figli maggiorenni?

L’assegno continua a essere riconosciuto, a determinate condizioni, fino ai 21 anni. Per due figli entrambi nella fascia tra 18 e 20 anni, nella fascia Isee più favorevole, l’aumento complessivo della quota base sarebbe di 5,80 euro al mese, pari a 69,60 euro in un anno. Per i figli con disabilità, invece, il sostegno può continuare anche dopo i 21 anni.

Quando arriveranno i nuovi importi

Gli aumenti entreranno in vigore con la mensilità di febbraio 2027, una volta che saranno stati ufficializzati i nuovi importi. Per gennaio 2027, invece, l’adeguamento verrà riconosciuto successivamente: il pagamento della rivalutazione dovrebbe arrivare a partire da marzo, con gli eventuali arretrati.

Quanto si riceverà davvero

Non esiste quindi un unico aumento uguale per tutte le famiglie. La cifra effettivamente riconosciuta dipenderà da diversi elementi: Isee, numero dei figli, età dei figli, presenza di disabilità e maggiorazioni spettanti. Per questo è importante guardare non soltanto all’aumento della quota base. In alcuni casi la differenza sarà di pochi euro al mese; in altri, soprattutto quando il nuovo limite Isee consente di entrare in una fascia più favorevole, l’incremento potrà essere maggiore. Le cifre definitive saranno comunque note soltanto dopo la pubblicazione del provvedimento che fisserà ufficialmente la rivalutazione per il 2027.