«Volevi viaggiare e ti prometto che farò io questi viaggi per te. Tutti i miei traguardi li dedicherò a te». Questa promessa accompagna il solenne saluto di Elena, la sorellina di Chiara Costanzo, pronunciato davanti alla folla che gremiva la basilica di Santa Maria delle Grazie. Un addio che non nasconde la rabbia e la sofferenza: «Sono arrabbiata perché se ne va una parte del mio cuore, il mio vero unico punto di riferimento». Prima e dopo la cerimonia, i coetanei di Chiara hanno tratteggiato il ritratto di una ragazza straordinaria. Viene ricordata come intelligente, dotata di una curiosità contagiosa verso il mondo. «Era piena di vita e amava lo sport», raccontano con gli occhi lucidi. Una giovane che affrontava ogni sfida con energia, la stessa che metteva nello studio, come scritto dalla sua professoressa di Italiano nel suo ultimo saluto ad una studentessa tanto amata.

++ IL PADRE DI CHIARA, CHIEDERÒ A MELONI CHE NON CI SIANO OMISSIONI ++

Monsignor Alberto Torriani, nell’omelia, ha scelto di non offrire risposte facili, ma di dar voce allo smarrimento di tutti. «Non cerchiamo colpe, non oggi», ha esordito. Nel discorso ha definito la morte di Chiara un evento che «non è giusto per nessuno», né per la città né per la comunità scolastica, dove diventa difficile persino fare l’appello. Ai ragazzi ha rivolto un appello: «cercate adulti con parole di verità, non modelli vuoti», esortandoli a non smettere di desiderare perché la vita è più grande della paura.

Tra le panche della Chiesa non c’erano solo amici e familiari. Molti adulti, anche chi non conosceva Chiara, si sono sentiti in dovere di partecipare per mostrare la vicinanza della città in un momento drammatico e straziante come quello vissuto oggi. Il pensiero di alcuni di loro accomuna tutti noi: «Non si può morire a 16 anni, non in questo modo».

Una dedica per Chiara, tratta da "Il Piccolo Principe"

Monsignor Torriani ha indirizzato pensieri specifici ai fratelli e ai genitori di Chiara, per aiutarli a trovare un appiglio nel dolore che stanno vivendo. Al fratello Luca: «ti tremeranno le gambe ma non è segno di debolezza, ma che la vita sta bussando». Ad Elena: «C’è un futuro per te, la vita ti vuole e resta lì anche quando non riesci a vederla». A Camilla, la sorella maggiore: «Sei faro e custodia». Per i genitori l’invito è continuare ad essere «passatori di vita», ricordando che il tempo con Chiara non è stato vano.

Mentre il feretro coperto di fiori bianchi lasciava la Basilica tra gli applausi e le lacrime, le parole di Elena e di tutti coloro che volevano bene a Chiara sono rimaste impresse come un impegno per il futuro: viaggiare, crescere e vivere, anche per Chiara.