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Non è una compagnia (aerea) per donne. Le hostess possono essere assunte solo se single. E devono restarlo per almeno cinque anni dall’inizio del contratto. Dopodiché, per sposarsi, devono avere il via libera del datore di lavoro. E se restano incinte devono comunicarlo immediatamente ai capi. Sono le regole aziendali imposte alle proprie hostess dalla Qatar Airways, decima compagnia per grandezza a livello mondiale con oltre 140 destinazioni in tutto il globo, circa 19mila dipendenti e seconda migliore al mondo nel 2014, ma che non brilla molto per rispetto dei diritti dei lavoratori, soprattutto se donne. «Il trattamento dei lavoratori della Qatar Airways va ben oltre le differenze culturali - ha denunciato Gabriel Mocho, segretario dell’aviazione civile presso l’International Transport Workers Federation - Sono i peggiori tra le compagnie aeree per quanto riguarda i diritti delle donne».
La gravidanza ad esempio rappresenta una violazione del contratto e può portare alla sua risoluzione, come denuncia l’International Transport Workers Federation. La fine di un contratto porta spesso con sé l’espulsione dal Paese, dal momento che circa il 90 per cento del personale del Qatar è straniero e la permanenza nel Paese dipende da un permesso di lavoro. Su questo, la compagnia aerea ha risposto affermando che il bisogno di informare di eventuali gravidanze, come richiesto dall'autorità dell'aviazione civile del Qatar, è dovuto a «motivi di salute e di sicurezza».
Se i dipendenti non possono volare a causa della gravidanza, sono «assistiti nella ricerca di posizioni di terreno adatto». Rossen Dimitrov, che cura i rapporti con la clientela, ha affermato che gli assistenti di volo della compagnia «non devono essere, o restare single per lavorare» e che «gran parte del personale di bordo è sposato».
Più tranchant invece il commento di Akbar al-Baker, Ceo della compagnia che ha difeso le politiche dicendo a Reuters che le condizioni di lavoro sono chiaramente indicate: «Se venite a cercare lavoro con Qatar Airways offriamo un documento con tutte le regole», ha detto, «se uno accetta tali condizioni, allora non si dovrebbe lamentare dopo».
La rivelazione delle clausole contrattuali ha indignato molti sui social media che hanno etichettato le regole «sessiste», «folli» e «obsoleti».
La gravidanza ad esempio rappresenta una violazione del contratto e può portare alla sua risoluzione, come denuncia l’International Transport Workers Federation. La fine di un contratto porta spesso con sé l’espulsione dal Paese, dal momento che circa il 90 per cento del personale del Qatar è straniero e la permanenza nel Paese dipende da un permesso di lavoro. Su questo, la compagnia aerea ha risposto affermando che il bisogno di informare di eventuali gravidanze, come richiesto dall'autorità dell'aviazione civile del Qatar, è dovuto a «motivi di salute e di sicurezza».
Se i dipendenti non possono volare a causa della gravidanza, sono «assistiti nella ricerca di posizioni di terreno adatto». Rossen Dimitrov, che cura i rapporti con la clientela, ha affermato che gli assistenti di volo della compagnia «non devono essere, o restare single per lavorare» e che «gran parte del personale di bordo è sposato».
Più tranchant invece il commento di Akbar al-Baker, Ceo della compagnia che ha difeso le politiche dicendo a Reuters che le condizioni di lavoro sono chiaramente indicate: «Se venite a cercare lavoro con Qatar Airways offriamo un documento con tutte le regole», ha detto, «se uno accetta tali condizioni, allora non si dovrebbe lamentare dopo».
La rivelazione delle clausole contrattuali ha indignato molti sui social media che hanno etichettato le regole «sessiste», «folli» e «obsoleti».




