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“Grazie per la vostra presenza e la vostra fedeltà”. I vescovi italiani scrivono all’Azione Cattolica i occasione dei 150 anni dalla fondazione della più grande e antica associazione del laicato cattolico italiano. In una lettera diffusa mentre è in corso l’assemblea nazionale dell’Associazione la Presidenza della Cei sottolinea il ruolo che ha avuto l’Azione Cattolica nella Chiesa italiana e riconosce il valore cruciale della “scelta religiosa”, scelta strategica che ha permesso ai laici dell’associazione di “esporsi sulle frontiere più avanzate del sociale e del politico per testimoniare i valori cristiani”. La celebrazione dell’anniversario è dunque occasione per “fare memoria” di una lunga storia, tra “scelte coraggiose” e anche “tentativi falliti”, ma senza attardarsi “ a rimpiangere nostalgicamente il passato”. I vescovi insistono sul fatto che “le cose di sempre”, cioè le scelte che l’Azione Cattolica ha fatto per il bene della Chiesa e del Paese, vanno “ribadite e diffuse con scelte creative, linguaggio rinnovato ed effettiva revisione dei tempi, modi e contenuti delle proposte” per rendere ancora più efficace il “discernimento” all’interno della comunità ecclesiale e della società. Poi invitano l’Azione Cattolica a rimanere ancorata ad una “Chiesa concreta” e alla “propria comunità”, senza “fughe al di fuori” e soprattutto senza “ritagliarsi una Chiesa su misura”, la Chiesa “di élite”, la Chiesa “dei perfetti”, la Chiesa dei “leaderismi personali”. Lo stile deve essere insomma quello dello “sguardi evangelico più che sacrale” con una “solida attrezzatura intellettuale” con la “convinta coscienza che la realtà secolare è lo specifico teologico della fede evangelica e non la sala d’aspetto della vita spirituale”. Anche il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, che ha celebrato la Messa per i delegati riuniti in assemblea sabato 29 maggio, ha ribadito i concetti espressi nella lettera della Cei: “L’Azione Cattolica è chiamata a formare cristiani adulti e maturi, la cui compiuta coscienza sia anche il frutto di una visione teologica credibile, capace di affrontare il compito delle sfide dell’oggi, fuori dal guscio della convenzione devota o del racconto dogmatico, fuori dal loro ambiguo tepore e dalla loro soffocante prudenza”.
Alberto Bobbio



