Mi sono chiesto più di una volta come e perché accanto alle figure di molti sacerdoti, dei quali conservo il ricordo nella loro nobile umiltà, ci sia, indelebile, a darmi consapevolezza e forza, la figura di un cardinale di Santa Romana Chiesa, immagine dell'istituzione stessa, così sovente estranea e lontana. È la viva vicinanza, più che il ricordo, del cardinale Carlo Maria Martini che avvicinai fin dagli anni di Milano ma che conobbi veramente dopo il suo ricovero a Gallarate. Solo allora potei unire il coraggio del suo pensiero con il coraggio del suo estremo cammino. In quegli ultimi anni, il corpo, di cui Martini ha richiamato la fratellanza nei suoi scritti, e il pensiero, motore di ogni sua azione, si sono uniti in perfetto magistero capace di indicare, a credenti e non credenti, il vero senso della vita e della morte.
Il suo corpo e la sua anima per dare senso alla vita
28 agosto 2013 • 22:00




