Ha commosso tutti vedere in un video sui social i ragazzi di Marano (Napoli) giocare a basket in un campetto con i tabelloni, ma senza canestri. A quelle immagini condivise dal blog La giornata tipo è seguita una catena di solidarietà da parte delle istituzioni, ma anche di un campione della palla a spicchi della caratura di Andrea Bargnani. «Io sono un giocatore di basket che ha fatto una certa carriera, però sono cresciuto anch'io sui campetti» ci dice quando lo raggiungiamo al telefono mentre viaggia verso Bologna. «Le dinamiche dei campetti, poi, sono sempre molto simili. Giocare senza canestro è assolutamente estremo, però giocare col canestro storto e il tabellone rotto sono cose che purtroppo sono successe a tutti e succedono sempre in Italia, a differenza di altri paesi. Vederli senza ferri sicuramente fa effetto».

Fa tenerezza, dice del desiderio di giocare a tutti i costi.
«Ha fatto molta impressione. Per quello si sono attivate le istituzioni per accelerare i tempi di ristrutturazione del campetto e portare a termine l'ultima azione del rifacimento».

Tu sei riuscito a entrare in contatto con questi ragazzi?
«Direttamente no, ho un rapporto di lavoro e di amicizia con i ragazzi del blog Una giornata tipo dove ho visto il video. Non ho provato a entrare in contatto anche perché diciamo che non è il mio ruolo. Tanto più che adesso le istituzioni locali si sono mosse. Ma ho scritto ai ragazzi del blog che se trovano qualcuno che sa montare il canestro, perché poi io ne ho montati un tot di canestri e devi saperlo fare, io sono disposto a comprarlo. Come l'ho scritto io, l'hanno scritto anche altri. Mi ero offerto di comprargli i ferri».

In una delle tue ultime interviste dici che “sarebbe bello un Sinner del basket in Italia”. Cosa vuoi dire?
«Sinner rappresenta un campione a livello mondiale, lo puoi paragonare a Lebron, Kobe Bryant. Stiamo parlando di quel livello lì. Qualcosa che noi in Italia non abbiamo mai avuto, no? Anche io, Gallo (Danilo Gallinari, ndr), tutti giocatori ottimi con 20 punti di media in NBA, quindi protagonisti assoluti in NBA. Però questo è un altro livello. Questo significa essere il Kobe Bryant, il Michael Jordan, il Lebron di turno».

Essì che tu sei stato un grande campione di NBA, prima scelta assoluta per i Toronto Raptors nel 2006.
«Sono stato un grande campione, ma Sinner è il numero uno al mondo. Il numero uno al mondo oggi è Nikola Jokić, Giannīs Antetokounmpo. Noi in Italia non ce l'abbiamo mai avuto uno che, nel basket, è il numero uno o due al mondo. Quella è una cosa che sposta le masse a un livello diverso, mainstream, che cambia un po' la concezione dello sport stesso nel Paese».

CIAMILLO
CIAMILLO
Andrea Bargnani, 40 anni (CIAMILLO)

Oggi con il tuo ruolo di dirigente sportivo, di Executive Advisor per la Lega Basket Serie A (LBA), come guardi al futuro del basket?
«Il Sinner del basket non lo costruisci in laboratorio, puoi rafforzare il settore giovanile, assicurarti che il bacino d'utenza del settore giovanile sia sempre florido e ampio. Il talento quello che arriva ogni cento anni non lo insegni in palestra, è anche fortuna. Bisogna avere l'infrastruttura pronta ad accoglierlo».

Come Lega?
«Le potenzialità sono altissime. Adesso ci sono di mille rumors sull’Nba Europe che sarà un volano, un incentivo stimolante per tutto il movimento. Dovremmo portare dei fondi importanti. I fondi importanti sono investimenti, strutture, persone ovvero le cose che fanno crescere il sistema».

L’11 giugno c’è la prima gara di finale scudetto. Chi tiferai: Milano o Venezia?
«Non posso tifare nessuno, ovviamente, anche se ho amici e persone a cui tengono in entrambe le squadre. È una finale sicuramente, tra virgolette, a sorpresa, perché sappiamo che Milano e Venezia sono quelle con il budget più grosso. Sarà sicuramente combattuta. Sono curioso di vedere come andrà».