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Un'immagine della Festa d'aprile del 2023
Nel cuore del Salento, a Melpignano, in provincia di Lecce, la memoria della Liberazione si rinnova e prende una forma inattesa. Non solo commemorazione, non solo rito civile: la Festa d’aprile 2026 sceglie di diventare un’esperienza viva, condivisa, capace di parlare al presente. E lo fa con una prospettiva precisa: internazionale, corale e profondamente al femminile.
In un tempo segnato da conflitti e divisioni, il 25 aprile torna qui a essere esperienza concreta e condivisa. Non un ricordo distante, ma una pratica quotidiana di libertà e responsabilità. A guidare questa trasformazione sono soprattutto le donne, custodi di memoria e, insieme, costruttrici di pace. Le loro voci attraversano lingue, storie e confini, dando corpo a un racconto plurale che lega la Resistenza italiana alle ferite e alle speranze del Mediterraneo.


Un laboratorio di futuro
Il cuore del progetto è una residenza artistica internazionale che, nei giorni precedenti la festa, mette in dialogo musicisti italiani e stranieri con gli studenti delle scuole medie del territorio. Non è solo un percorso formativo, ma un vero passaggio di testimone tra generazioni.
Il cuore del progetto, infatti, è una residenza artistica internazionale che, nei giorni precedenti la festa, vedrà musicisti italiani e stranieri lavorare fianco a fianco con gli studenti delle scuole medie locali. Un passaggio di testimone intergenerazionale che culminerà in una performance inedita, dove i canti della Resistenza italiana si intrecceranno con narrazioni di esilio, migrazione e speranza provenienti da ogni sponda del Mediterraneo. È in questo incontro che la Liberazione smette di essere soltanto memoria nazionale e si apre a una dimensione universale: quella dei popoli che continuano a cercare dignità, casa, pace.
Il programma: tra comunità e spettacolo
La giornata del Festa della Liberazione mantiene i suoi momenti più riconoscibili con le celebrazioni istituzionali e il tradizionale pranzo sociale ma trova il suo culmine nello spettacolo serale.
“Festa d’aprile”, ideato e diretto da Antonio Castrignanò e Rocco Nigro, nel 2026 evolve profondamente: da evento locale a mosaico sonoro multilingue. Un racconto musicale che attraversa confini geografici e culturali, mantenendo al centro il valore della libertà. Accanto allo spettacolo, un laboratorio sui canti della Resistenza curato da Giuseppe Spedicato coinvolge direttamente i più giovani, rendendoli protagonisti di un’eredità che non può essere solo trasmessa, ma deve essere vissuta.


Voci che costruiscono ponti
Il cast riunisce artisti del territorio e ospiti internazionali, creando un ponte tra il Salento e il mondo. Tra le voci italiane: Angela De Gaetano, Ninfa Giannuzzi, Rachele Andrioli, Cristiana Verardo e Patrizia Laquidara.
Accanto a loro, voci provenienti da altre sponde del Mediterraneo e oltre: M’Barka Ben Taleb dalla Tunisia, Maria Momoitia da Cuba, Shahd Awayed da Gaza. Una coralità che non è solo artistica, ma profondamente simbolica: lingue diverse che si incontrano, storie lontane che si riconoscono, ferite che cercano ascolto.


Una Resistenza che continua
Nata nel 2023 su iniziativa del Comune di Melpignano, a partire da un’intuizione di Luigi Chiriatti ispirata all’opera di Rina Durante, la Festa d’aprile è cresciuta fino a diventare qualcosa di più di una ricorrenza.
Oggi è un’esperienza comunitaria che guarda al Mediterraneo come spazio di incontro, non di separazione. Un luogo simbolico in cui la Liberazione viene celebrata non solo come evento storico, ma come impegno quotidiano: accogliere, ascoltare, riconoscere l’altro.
Perché la Resistenza, sembra dirci Melpignano, non appartiene solo al passato. Vive ogni volta che si sceglie di non cedere all’indifferenza. Ogni volta che si costruiscono ponti invece di muri. Ogni volta che la memoria diventa responsabilità. E forse è proprio questo il messaggio più urgente del 25 aprile oggi: la libertà non si conserva da sola. Va cantata, condivisa, difesa. Insieme.




