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Don Antonio Mazzi
Il centro e la periferia, Sant’Ambrogio, la Basilica intitolata al Patrono, il cuore religioso e cittadino di Milano, la storia antica, e Parco Lambro, la storia recente, in 40 anni trasformato da don Antonio Mazzi da luogo di disperazione a luogo di speranza. Si dividono il lutto (cittadino con le bandiere a mezz’asta, proclamato dal Comune per lunedì) del prete dei disperati, degli scartini come li chiamava: si comincia oggi, primo agosto alle 17 con la Camera Ardente allestita e «aperta a tutti, senza formalismi, proprio come piaceva a lui», scrivono i suoi nelle istruzioni, presso la storica sede Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano (ingresso pedonale), dove tutto è iniziato e dove ha sempre vissuto: - sabato 01 agosto, dalle ore 17:00 alle ore 20:00 - domenica 02 agosto dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 17:00 alle 20:00
I funerali saranno celebrati lunedì 03 agosto 2026 alle ore 15.00 presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo.
Anche perché così don Antonio affrontava il mondo, in maglione o in camicia, senza cravatta, senza collare, talare e paramenti lo stretto indispensabile, dando del tu a tutti, senza differenze tra ministri e ragazzi ai margini.
La tumulazione avverrà in forma strettamente privata presso l’Abbazia di Maguzzano (Bs) nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria, non un posto a caso, nel punto esatto in cui Antonio Mazzi a vent’anni trovò la strada che lo ha portato fin qui.




