“Se ne è andato il migliore di tutti noi”, scrive sui social Antonio Di Bella (tra i veterani dei corrispondenti italiani dagli Stati Uniti) per salutare e ricordare il collega Daniele Compatangelo, corrispondente di La7 da Washington e presidente dell'associazione corrispondenti esteri. Compatangelo è morto a 50 anni ed è stato ritrovato senza vita nella sua casa a Washington. Secondo i primi accertamenti, non si sarebbero trovati segni di violenza sul corpo del giornalista e l'uomo potrebbe essere morto a causa di un malore.

Daniele Compatangelo era il presidente della White House Foreign Correspondents' Association (WHFCA), l'associazione che riunisce i giornalisti internazionali accreditati presso la politica governativa statunitense. Aveva vissuto un momento di grande e meritata popolarità circa un mese fa, realizzando uno scoop internazionale: un'intervista telefonica esclusiva a Donald Trump durante la quale il presidente degli Stati Uniti aveva commentato il suo ultimo incontro con Giorgia Meloni al G7, esprimendo pesanti critiche al capo del governo italiano. Compatangelo, che aveva il numero del cellulare personale di Trump, aveva parlato con il presidente solo pochi minuti. Ma le risposte di Trump erano state particolarmente pungenti.

Trump aveva affermato che Giorgia Meloni l'aveva "implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”. “Come sta il suo primo ministro? Come sta?”, aveva chiesto Trump al corrispondente de La7, che a sua volta aveva chiesto al presidente americano un commento sulla conversazione avuta con Meloni a margine del vertice di Evian. “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle”, aveva aggiunto.

L'intervista di Compatangelo aveva innescato un acceso dibattito politico e diplomatico. "Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita”, aveva commentato Meloni, “mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai”.

"Siamo attoniti. Tutta La7 si stringe ai suoi cari. Daniele era un collaboratore prezioso e raro, per la sua voglia di raccontare sempre, e con precisione e allegria. Era un bravo giornalista. Mancherà", quanto dichiara il direttore di La7, Andrea Salerno, commentando la morte del corrispondente.