«Sono stati Giochi», ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riaccogliendo al Quirinale le bandiere olimpica e paralimpica, «motivo d'orgoglio per il nostro Paese. Sul piano sportivo: 30 medaglie per le Olimpiadi, 16 per le Paralimpiadi. Vanno ricordati i record raggiunti, le discipline in cui siamo stati protagonisti, movimento sportivo di grande qualità. Alcune storie sono state entusiasmanti, ci hanno coinvolto per passione sacrificio e dedizione. Sono motivo di interesse, attrazione ed esempio per i giovani. È stato un successo per l'organizzazione delle gare, dell'ospitalità offerta, della complessa macchina degli eventi. Abbiamo trasmesso una immagine di grande efficienza. Tutto è andato bene. Viviamo tempi difficili: la cultura che lo sport trasmette e proietta nel mondo ha un segno diverso, esalta lealtà e sacrificio nel rispetto delle regole condivise. Lo sport è testimone di civiltà che non si arrende alle violenze. È significativo che sia toccato all'Italia e all'Europa organizzare una manifestazione vetrina di amicizia, in cui prevalgono i valori sportivi e non quelli finanziari. Bentornati agli atleti medagliati e non, con la nostra bandiera, cui avete reso onore, grazie».

Alla fine il presidente della Repubblica, posando per l’affollatissima foto conclusiva con i medagliati e i quarti posti di Milano Cortina 2026, ha strappato anche una risata a Francesca Lollobrigida e Arianna Fontana, che si trovavano alla sua destra e alla sua sinistra. In tanti discorsi dei portabandiera, ma anche in quelli dei presidenti del Comitato Olimpico e Paralimpico Luciano Buonfiglio e Marco Giunio De Sanctis, e del Ministro dello sport e dei Giovani Andrea Abodi, è stata ricordata con emozione e numerosissimi ringraziamenti la calda presenza del Capo dello Stato ai Giochi: dal coro “Sergio Sergio”, da parte del pubblico durante la Cerimonia di apertura di san Siro, ai pranzi condivisi nei villaggi olimpici dove, ha sottolineato Arianna Fontana, la donna dei record con 14 medaglie olimpiche in carriera che proprio a Milano Cortina ha superato lo schermidore Edoardo Mangiarotti e ottenuto il primato assoluto di medaglie olimpiche per l’Italia, «Ci ha fatti sentire parte della sua famiglia, una emozione incredibile e indimenticabile».

Gli hanno reso le bandiere con tutti gli autografi scritti nel bianco, simbolo tangibile dei medaglieri definiti “colmi” dal Presidente, ma gli hanno anche portato in dono, per le mani dei presidenti dei rispettivi Comitati nazionali, sei medaglie, due d’oro, due d’argento e due di bronzo, una per ogni colore olimpico e paralimpico. Hanno ricordato con simpatia il gesto di Mattarella apparso sugli spalti di Cortina indossando la divisa della squadra avuta in dono.

Ora con anche le medaglie in dono lo hanno chiamato simbolicamente e ufficialmente a far parte della squadra azzurra, una volta di più. Il Presidente sorridente anche con gli occhi sembra dal canto suo a proprio agio come non mai tra la meglio gioventù dello sport italiano che all’occorrenza sa portare, (bravi gli atleti a parlare tutti a braccio!) messaggi importanti come quello di Chiara Mazzel, quattro medaglie nello sci alpino impaired vision alla Paralimpiade: «È stato un onore partecipare alla Paralimpiade italiana, per risultati, tifo e visibilità. Spero che il nostro impegno abbia rappresentato per i ragazzi con disabilità la spinta ad avvicinarsi allo sport come è accaduto a me nel 2018, cambiandomi la vita».

Francesca Lollobrigida ha raccontato dopo di essere tornata con un invito informale del Presidente: «Mi ha detto che vorrebbe conoscere mio figlio, perché la nostra foto insieme è stata la più bella dei Giochi». Mentre Buonfiglio ha svelato una coincidenza curiosa: il numero delle medaglie olimpiche, 10/6/14, conquistate a Milano Cortina 2026, coincide con la data di fondazione del Coni. E si sa che gli sportivi, da buoni scaramantici, ai segni della cabala fanno sempre caso, anche se magari sono solo una coperta di Linus per tenere a bada le emozioni, cui sono esposti con pochi paragoni.