Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio supremo di difesa al Palazzo del Quirinale per venerdì 13 marzo alle ore 10. All’ordine del giorno, come si legge in una nota della Presidenza della Repubblica, ci sono «la guerra in Iran e in Medio Oriente» e «l’analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso».

La convocazione arriva in un momento di forte tensione internazionale. L’escalation del conflitto che coinvolge l’Iran e l’intero Medio Oriente sta producendo conseguenze geopolitiche, economiche e di sicurezza che preoccupano molti Paesi, tra cui l’Italia. In questo contesto, il Capo dello Stato ha ritenuto opportuno riunire l’organismo istituzionale che rappresenta il principale luogo di confronto tra le autorità politiche responsabili della sicurezza nazionale.

Durante il suo mandato, Mattarella ha presieduto il Consiglio Supremo di Difesa circa 20 volte. Di norma il Consiglio si riunisce due volte l’anno, ma data la situazione internazionale, era abbastanza prevedibile che ci fosse un nuovo appuntamento. L’ultimo anno ha convocato il Consiglio tre volte: il 17 novembre 2025 per discutere del dodicesimo pacchetto di aiuti verso l’Ucraina e per una strategia di sicurezza nazionale, l’8 maggio 2025 sul riarmo europeo e alla partecipazione italiana alle iniziative NATO e UE. E infine a marzo 2025, con un incontro sulle minacce spaziali e la difesa comune europea.

La riunione del 13 marzo cade inoltre, per una coincidenza, nello stesso giorno in cui la Chiesa italiana ha promosso una giornata di digiuno e preghiera per la pace, un’iniziativa che vuole richiamare l’attenzione dei fedeli e dell’opinione pubblica sul dramma dei conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della riunione del Consiglio Supremo di Difesa a Roma, 17 novembre 2025. ANSA/Ufficio stampa Presidenza della Repubblica (Paolo Giandotti). +++ UFFICIO STAMPA Presidenza della Repubblica +++ FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della riunione del Consiglio Supremo di Difesa a Roma, 17 novembre 2025. ANSA/Ufficio stampa Presidenza della Repubblica (Paolo Giandotti). +++ UFFICIO STAMPA Presidenza della Repubblica +++ FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++
Il presidente Mattarella in occasione della riunione del Consiglio Supremo di Difesa il 17 novembre 2025 (ANSA)

Che cos’è il Consiglio supremo di difesa

È uno degli organismi istituzionali che si occupano delle questioni legate alla sicurezza del Paese. È previsto dalla Costituzione e rappresenta la sede in cui vengono esaminati i principali temi politici e tecnici riguardanti la difesa nazionale.

L’organo è citato nell’articolo 87 della Costituzione ed è stato istituito nel 1950 con una legge specifica. Le sue norme di funzionamento sono state poi integrate nel Codice dell’ordinamento militare entrato in vigore nel 2010.

Il Consiglio è presieduto dal presidente della Repubblica e ne fanno parte il presidente del Consiglio e alcuni ministri chiave del governo: Esteri, Interno, Economia e Finanze, Difesa e Imprese e Made in Italy. Tra i membri è presente anche il capo di Stato maggiore della Difesa.

Alle riunioni partecipano normalmente anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il segretario generale della Presidenza della Repubblica e il segretario del Consiglio supremo di difesa. A seconda dei temi trattati possono essere invitati altri ministri, i capi di stato maggiore delle Forze armate, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri o esperti con competenze specifiche in ambito militare e scientifico.

Il ruolo e le funzioni

Il Consiglio supremo di difesa rappresenta uno strumento di confronto tra i principali responsabili politici della sicurezza nazionale. Permette al Capo dello Stato di conoscere in modo approfondito le posizioni del governo sui temi della difesa e costituisce uno spazio istituzionale stabile nel quale discutere scenari strategici e possibili linee di indirizzo.

Spetta al presidente della Repubblica convocare le riunioni e presiedere i lavori. La legge prevede che il Consiglio si riunisca almeno due volte l’anno, ma può essere convocato anche in altre occasioni quando la situazione internazionale lo richiede, come nel caso dell’attuale crisi in Medio Oriente.

Il Consiglio non esercita un comando diretto sulle Forze armate. Il suo compito è soprattutto di indirizzo politico e di coordinamento: in questa sede si analizzano strategie e scenari, mentre le decisioni operative spettano poi al governo e ai ministeri competenti.