«Fervidi auguri», ma soprattutto l’auspicio «a recuperare al più presto le ragioni del dialogo». II presidente della Repubblica Sergio Mattarella, «in occasione della Santa Pasqua, la prima dalla Sua elezione al Soglio Pontificio», scrive a papa Leone. E auspica, «nella giornata in cui la Chiesa Cattolica celebra in Italia e in ogni luogo la gioia della Risurrezione e il trionfo della vita sulla morte», che «questi sentimenti, specialmente in tempi così complessi e inquieti, rasserenino e sollecitino tutti - governanti, donne e uomini di buona volontà – a recuperare al più presto le ragioni del dialogo, della moderazione e della convivenza pacifica e giusta tra le genti». Da credente il capo dello Stato italiano ribadisce che «ci è di conforto la speranza che la Santa Pasqua rechi ovunque un messaggio che scuota dalla rassegnazione ed esorti all’azione concreta affinché l’umanità sia risvegliata da quella che Vostra Santità ha definito la “globalizzazione dell’impotenza”».

Nel cuore del suo messaggio Mattarella sottolinea che «in un mondo segnato da profonde divisioni, talvolta esacerbate da interpretazioni distorte e strumentali delle fedi religiose, Vostra Santità costituisce punto di riferimento universale, capace di promuovere una cultura di concordia tra i popoli che valica i confini confessionali». E, «condividendone l’urgenza», il presidente della Repubblica si unisce ai costanti appelli del Papa «a favore della pace, della giustizia e del bene comune. Sono i medesimi valori posti a fondamento della Repubblica italiana».