Quante volte, usciti da un negozio con lo scontrino in mano, ci siamo chiesti “Questo, dove va?”. Oppure, con il cartone del latte finito: “Il tappo lo stacco?”. L’Italia è tra i Paesi europei più virtuosi nella raccolta differenziata e nel riciclo di carta e cartone: ogni anno, infatti, nel nostro Paese si raccolgono in media 3,7 milioni di tonnellate e più del 90% degli imballaggi viene effettivamente riciclato. Risultati di vertice, che però possono crescere ancora. A limitarne il pieno potenziale sono soprattutto alcuni errori di conferimento che continuano a verificarsi nella quotidianità. «Possiamo contare su numeri eccellenti, ma non dobbiamo accontentarci: ancora oggi materiali non idonei finiscono nel contenitore della carta e del cartone – spiega Roberto Di Molfetta, direttore generale di Comieco – Ad esempio, le scatole spesso non vengono piegate, e alcuni imballaggi in carta vengono gettati in altri contenitori. Sono errori diffusi, frutto di abitudini o convinzioni errate, che riducono quantità e qualità della raccolta differenziata e, di conseguenza, disperdono valore».

È da qui che prende il via la VI edizione della Paper Week, la settimana nazionale che Comieco promuove dal 13 al 19 aprile, con l’obiettivo di fare conoscere gli impianti e le imprese industriali della filiera del riciclo di carta e cartone e accendere i riflettori sulle buone abitudini. Quest’anno sono circa 180 le attività, tutte gratuite, sul territorio nazionale (qui il calendario completo): laboratori in cui la carta si trasforma in maschere, scenografie o paesaggi tridimensionali; corti cinematografici animati; workshop in cui il cartone per bevande diventa matrice per la stampa d’arte; iniziative inclusive che usano la carta come strumento di aggregazione; flash mob di piazza con i libri protagonisti. Capitale dell’edizione 2026 è Parma, città simbolo della Food Valley italiana e del Made in Italy agroalimentare. Un territorio in cui eccellenze riconosciute nel mondo e imballaggi in carta e cartone sono profondamente legati: sono le confezioni, infatti, a custodire e raccontare questi prodotti, rendendoli identificabili, protetti e riconoscibili. Una volta aperti, quegli imballaggi entrano in un circuito virtuoso che genera nuova materia prima e valore per l’intera filiera. Durante la settimana, il connubio tra cibo e imballaggio in carta sarà un filo conduttore ricorrente, affrontato attraverso incontri, iniziative e approfondimenti che metteranno in dialogo territorio, scuole, cittadini comunità e imprese.