Report è uno dei pochi programmi davanti ai quali non abbiamo spento il televisore o cambiato canale: ne abbiamo ricevuto notizie interessanti, approfondimenti importanti, inchieste che scavavano nei recessi del potere e dei suoi abusi. Ecco perché comunque la testata deve sopravvivere, anche al di là delle vicende personali e delle vicissitudini del conduttore. Per quanto la sua figura sia rilevante, essa non coincide con il programma e le sue finalità.

Intorno alla persona di Sigfrido Ranucci e alle sue condotte si sta svolgendo un dibattito che spesso cita il garantismo, che è inadeguato ai fini del futuro della trasmissione. Una cosa è infatti la necessità di attendere l’esito dei procedimenti in corso, nei quali peraltro Ranucci non è indagato né imputato; altra domandarsi se sia opportuno, anche a prescindere dalla vicenda giudiziaria, che egli rimanga al suo posto. La questione si è posta altre volte, per funzioni pubbliche o di pubblico rilievo: quanto importa, quanto è necessario che la figura di chi riveste quel ruolo sia limpidamente credibile anche in relazione a sue condotte, pur se non provatamente influenti sull’attività svolta?

Ora Ranucci è stato stretto amico di Valter Lavitola, come lui stesso ha dichiarato e come risulta da immagini rese pubbliche di amicali e affettuose frequentazioni. Lavitola è però indagato, ha confessato l’attentato, ha precedenti penali significativi. Basta a farne un reietto? No di certo. Ma basta purtroppo a far temere che la personalità e la professionalità di Ranucci possano essere condizionate e influenzate da una tale imprudente sodale relazione.

Valter Lavitola arriva in procura a Roma.
Valter Lavitola arriva in procura a Roma.

Valter Lavitola arriva in procura a Roma.

(ANSA)

È un po' come la storia della moglie di Cesare. L’informazione pubblica è troppo importante per tutti perché resti il dubbio. Con dispiacere, profondo, mi pare di dover suggerire che Ranucci si fermi per qualche tempo e lasci vivere e sopravvivere quel Report che lui stesso certamente ama.

Se la decisione venisse da lui, prima che la disputa, talvolta inquinata da ragioni di parte, travolga la reputazione del programma, ne avremmo un buon vantaggio.